linguaggi

Apollo 13 in concert. American Youth Symphony rende omaggio al compositore James Horner per i 50 anni dallo sbarco sulla Luna

By 6 Gennaio 2020 Gennaio 7th, 2020 No Comments

Camminando per il campus della UCLA, Università della California a Los Angeles, mi sembra di sentire il profumo delle piante mediterranee: mirto, rosmarino, timo e pini di mare. Mi sento un po’ a casa, ma i cactus, le palme altissime e le grandi piante di aloe non lasciano adito a dubbi. Welcome to the Golden State, dicono. Gli ampi spazi del campus sono occupati da ragazzi provenienti da ogni parte del mondo. Studiano e conversano su chissà quali straordinari progetti, riparandosi dall’arsura autunnale all’ombra dei porticati o delle folte chiome dei California Sycamore trees. Mentre passeggio lungo i viali pedonali, improvvisamente si staglia davanti a me un’imponente costruzione dal sapore europeo, anzi direi proprio italiano: due torri a base quadrata, un corpo centrale con archi a tutto sesto, mattoni color terra e ocra. Ė la Royce Hall. Mi ricorda una chiesa milanese, in stile romanico lombardo. In realtà, è l’auditorium dell’università. E che auditorium!

La Royce Hall è la costruzione che distingue e caratterizza l’intero campus della UCLA. Era il cuore pulsante del nucleo accademico originario, nato per simboleggiare l’eccellenza accademica, come suggeriscono alcuni dettagli architettonici. La lobby dell’auditorium (lo spazio antistante la sala concerti) è decorata con gli stemmi delle più antiche università europee, tra cui l’Alma Mater Studiorum di Bologna e l’università di Padova. Inizialmente venne usata per conferenze ed incontri accademici, ma ben presto cominciò ad ospitare rappresentazioni dal vivo e concerti di musicisti straordinari quali George Gershwin, Duke Ellington, Arnold Schönberg, Frank Sinatra, Ella Fitzgerald, Leonard Bernstein… Solo a pensarci, mi vengono i brividi. Ma questa è Los Angeles. Get used to it, they say.

Oggi la Royce Hall è la sede principale dei concerti della American Youth Symphony (AYS), fucina di giovani talenti. Grazie ad un visionario programma musicale ed educativo, i ragazzi, dopo difficili prove selettive, imparano cosa vuol dire far parte di un’orchestra sinfonica nel 21° secolo. Oltre a migliorare le capacità tecnico-artistiche, si immergono a 360° nell’attività orchestrale; suonano in sale mozzafiato come la Royce Hall, ma prendono anche parte a progetti di community engagement, portando la musica in alcuni dei quartieri meno agiati di Los Angeles; trasmettono le loro conoscenze nelle scuole pubbliche, dove, a causa dei tagli del governo, i bambini non hanno accesso all’educazione musicale; si confrontano con repertori tradizionali, i pilastri della musica sinfonica, ma anche con innovativi progetti musicali, come ad esempio l’Hollywood Project.

L’Hollywood Project è nato da un’idea di David Newman, compositore di musiche da film e board member della AYS. Ogni anno la American Youth Symphony dedica una delle serate della loro stagione concertistica alla proiezione di una pellicola accompagnata dall’esecuzione live della musica. Si tratta di uno dei trend più caldi dell’ultimo periodo ed è in continua e rapidissima crescita. Live-to-picture Concert Experience. Più di una proiezione, più di un concerto. Ė un’esperienza a 360° capace di offrire al pubblico emozioni nuove e uniche nel loro genere. Dalla Hollywood Bowl di Los Angeles alla David Geffen Hall di New York, dalla Royal Albert Hall a Londra al Teatro degli Arcimboldi di Milano. Sempre sold out.

Il 23 Novembre 2019 la American Youth Symphony ha messo in scena il suo annuale appuntamento con l’Hollywood Project, dedicato quest’anno al compositore James Horner, prematuramente scomparso all’età di 61 anni. Autore delle musiche di film quali Braveheart, Jumanji, Titanic, La maschera di Zorro, A Beautiful Mind, Il bambino con il pigiama a righe, solo per citarne alcuni, James Horner ha scritto una pagina di storia. Non era solo capace di adattare alla perfezione le sue composizioni alle immagini e alle idee dei registi, ma aveva l’innata abilità di creare melodie tanto semplici quanto potenti, in grado di aiutare il pubblico a seguire la narrazione.

In occasione dei festeggiamenti legati al 50° anniversario dello sbarco sulla luna, l’orchestra giovanile di Los Angeles ha scelto una pellicola iconica: “Apollo 13” del regista Ron Howard. Una serata che ha tenuto tutto il pubblico della Royce Hall con il fiato sospeso. Era come se l’orchestra fungesse da anello di collegamento tra la vicenda sullo schermo ed il pubblico in sala, creando, nota dopo nota, un ponte sempre più solido e sicuro. La musica di James Horner eseguita dal vivo è riuscita a trasportare l’adrenalina e la tensione degli astronauti dallo spazio alla sala da concerto, offrendo al pubblico un coinvolgimento totale. Eh sì, la musica live ha questo straordinario potere!

Un’esperienza immersiva che ha convinto tutti: dagli oltre 250 ragazzi delle scuole pubbliche, invitati a partecipare gratuitamente alla proiezione, ai fedeli (e a volte brontoloni, ma non in questo caso) sostenitori della AYS. Inoltre, questo format di concerto ha favorito anche l’avvicinamento di nuovo pubblico: dai fan accaniti della pellicola di Ron Howard, ai tanti curiosi attirati da un’idea avvincente. Un modo alternativo per trascorrere un sabato pomeriggio all’insegna dell’intrattenimento e delle emozioni.

L’orchestra, diretta con grande professionalità dal Maestro Carlos Izcaray, ha dato vita ad una bellissima performance. Chiudendo gli occhi, avremmo potuto tranquillamente pensare che si trattasse della versione originale registrata per il film. Precisa negli interventi e convincente nell’insieme musicale, l’American Youth Symphony, affiancata in questa occasione da un coro di 32 voci femminili, è riuscita a regalare ai suoi ascoltatori quel qualcosa in più, prerogativa della musica dal vivo.

Forti emozioni anche a termine del concerto, quando durante la cena di Gala a tema Apollo 13, la CEO ed il presidente della AYS, Tara Aesquivel e Kevin Dretzka, hanno consegnato alla moglie e alla figlia di James Horner un riconoscimento alla carriera del pluripremiato compositore, scomparso nel 2015 a seguito di un incidente aereo.

A serata conclusa, mi avvio verso l’uscita del campus. Quegli stessi viali che al mattino sotto il calore del sole californiano emanavano gli olii essenziali delle erbe aromatiche, ora invece profumano di gelsomino e sono illuminati da una grande luna. Quella stessa luna che fino a 50 anni fa sembrava lontana, misteriosa ed irraggiungibile, ma oggi, grazie allo straordinario coraggio e all’abilità di uomini come il protagonista di Apollo 13, Jim Lovell, ci sembra più vicina e più familiare. Non per questo, però, smette di farci sognare ad occhi aperti.

Giulia Chetta

Photo credit: Michael Bulbenko

CultureFuture

CultureFuture

Tools for Culture è un’organizzazione non profit attiva nel campo della ricerca, della consulenza e della formazione per l’economia, il management e le politiche dell’arte e della cultura. Il suo obiettivo è contribuire a estrarre il valore dalle risorse creative e culturali, rafforzando il loro impatto sulla qualità della vita, stimolando la creazione e il consolidamento di un network di professionisti, imprese e competenze, e fornendo assistenza strategica e tecnica in campo culturale.