Bruxelles. PEOPLE MAKE MUSEUM.

Bruxelles. PEOPLE MAKE MUSEUM.

Bruxelles. Arrivi un giovedì mattina e la città ti aspetta instabile, quasi non convinta di volerti accogliere. Tu stessa ti mostri diffidente. Ti scalda con qualche apparente raggio di sole e luce e poi ti ‘tradisce’ in scrosciate improvvise mentre cerchi di muoverti e orientarti, tra i ciottoli grigi, perennemente bagnati e scivolosi delle strade pedonali.

Rapido sguardo ai passanti e a te stessa. Eccessivamente dall’aspetto milanese, trascini il trolley, sperando di non dar troppo nell’occhio. Ti mimetizzi, o almeno tenti, quando avverti in sottofondo il tintinnio di altre piccole rotelle impavide e a passo spedito. Ti superano con convinzione e proseguono. Direzione Grand Place. Alzi lo sguardo, capello voluminoso, dalle sfumature profonde e ramate, ed è Valeria, altra tooler, romana di origine dall’andatura leggera, sorriso ampio, risata contagiosa e voce calda.

È lì, anche lei forestiera e selezionata per Museomix. Condividiamo nuovamente il percorso e iniziamo l’avventura, insieme e da sole.

MuseomixBe. Break the rules. Un claim letto e subito memorizzato. Un manifesto chiaro, semplice che irrompe visivamente nella piazza principale. Appeso, nelle sue varianti grafiche, alla facciata del museo…

Un’immagine coordinata che fa sorridere, dipinti e statue visivamente hackerate con interventi veloci, posticci, ma d’impatto: un dipinto che scoppia una bolla Magenta di chewing-gum, una statua che trattiene strafottente uno skateboard color ciano e Manneken-Pis trasfigurato nel giallo. Parte la maratona, il museo si mette a disposizione e il comune concede spazi dove lavorare senza sosta e in team.

Ogni gruppo ha il suo tema, assegnato un po’ per scelta un po’ per caso. GO WILD, il tuo.

Break the rules and go wild. Il gioco, più rinuncia alle proprie regole, più si complica. Regola è rispetto ma talvolta si traduce in comoda protezione. Seda momentaneamente le proprie responsabilità, propone una semplice sequenza comportamentale da eseguire senza troppi pensieri. Un facile accomodarsi o fastidiosa costrizione. Il limite è labile.

Ma quali sono le buone maniere museali e perché?  Da dove nascono? Come si sono consolidate? Come intaccano l’esperienza culturale?

E ancora, cosa significa Wild? Non coltivato? Incontrollato? Non addomesticato? Addirittura rude? O più positivamente, spontaneo?

Opti per l’ultima scelta, nella convinzione, o personale esperienza, che cultura sia immediatezza da coltivare personalmente secondo i propri interessi, tempi e modalità. Personale accumulazione  progressiva per passione, percorsi e perché no coincidenze e conoscenze. Consumare cultura più fa parte della propria quotidianità più diventa scelta spontanea e piacevole abitudine.

Dalle infinite sfaccettature, talvolta spaventa, per paura di non esserne all’altezza o di non comprendere del tutto. Si nasconde dietro consuetudini formali evidenti, talvolta viziate da false etichette. Come se entrare in un museo o in un teatro sia un’esperienza solo per altri…

Why?

Again, Wild?

E ancora, spontaneità è agire senza costrizioni in un ambiente familiare. Sentirsi a casa e protetto nonostante l’assenza di regole. Il rispetto viene da sé. Qualsiasi cosa abbia un’accezione familiare, è preziosa, in un qual senso propria, e va curata.

Spontaneità acquisisce valore e piacevolezza nell’idea di sorpresa, ciò che chiamiamo Novelty nell’esperienza culturale. Non annoia, intrattiene, insegna o accumula conoscenza e messaggi senza divenire pedante. È stare bene.

Selvaggio, è superare il limite delle classiche costrizioni come “vedere e non toccare”. È instaurare un contatto, un’interazione tra messaggio e ricevente, museo e visitatore. È scambio, osmotico e naturale.

Più si rompono le regole, più il gioco si fa serio. Una bolla di chewing-gum che scoppia, fa l’occhiolino ed invita ad entrare senza pregiudizio; con personale, non imposta ma veritiera, responsabilità.

 

 

Ilaria Bollati

Tools For Culture

Tools For Culture

Tools for Culture è un’organizzazione non profit attiva nel campo della ricerca, della consulenza e della formazione per l’economia, il management e le politiche dell’arte e della cultura. Il suo obiettivo è contribuire a estrarre il valore dalle risorse creative e culturali, rafforzando il loro impatto sulla qualità della vita, stimolando la creazione e il consolidamento di un network di professionisti, imprese e competenze, e fornendo assistenza strategica e tecnica in campo culturale.

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