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Cambiare, con coraggio: PartecipArt, nuovi modi di fare turismo

By 6 Giugno 2020 No Comments

Fase 2, Fase 3, Fase boh.

Nel dubbio, suggerisco “Fase di ripensamento” di un sistema economico, e di conseguenza culturale, incentrato sulla persona e il rispetto dei luoghi. Lo svuotamento delle città d’arte a cui abbiamo assistito è foriero di alcune riflessioni sulla sostenibilità ed efficacia del modello di gestione e convogliamento dei flussi turistici sviluppatosi negli ultimi anni. Il momento eccezionale che stiamo vivendo ha rivelato quanto il settore sia dipendente dal turismo estero e quanto invece poco si rivolga a quello nazionale, come si punti troppo sui “grandi attrattori” e troppo poco sulla valorizzazione del territorio tutto. L’emergenza sanitaria ha acceso i riflettori sulle criticità di un settore strategico che in Italia rappresenta il 13% del Pil rendendo urgente quella “diversificazione” dell’offerta turistica volta a sviluppare “altri turismi” annunciata dal presidente dell’ENIT (Agenzia Nazionale del Turismo) Giorgio Palmucci durante la presentazione del piano annuale del turismo 2020.

Sebbene sia un asset imprescindibile per la stabilità economica del Paese, è indispensabile che il turismo non perda la sua connotazione umana e che torni, il prima possibile, ad essere fatto dalle persone per le persone nel rispetto dei luoghi e dei residenti. La beatitudine delle città sgombre rivela quanto sia urgente superare l’odiosa e perniciosa similitudine tra il turismo e il petrolio affinché il primo non faccia la fine del secondo tramutandosi in un propellente tossico dal quale è difficile affrancarsi.

Nella convinzione che la valorizzazione sia altra cosa dallo sfruttamento, quattro ragazze, storiche dell’arte, guide turistiche accreditate e amiche hanno deciso di inaugurare PartecipArt, un modo nuovo di scoprire, conoscere e vivere Firenze! Un progetto semplice, ambizioso e perché no, controcorrente volto a riportare al centro il rispetto per la persona e per il territorio divulgando la cultura della bellezza. Ne parliamo con le quattro anime di Partecipare: Laura Terzoni, Marta Baglivo, Eugenia Serafini e Francesca Bozzetto.

 

Ragazze, innanzitutto complimenti per il coraggio! Mi raccontate un po’ di voi, chi siete e come è nato PartecipArt?

Siamo quattro amiche e storiche dell’arte, innamorate della cultura italiana. Ci siamo conosciute a Firenze grazie agli studi e poi, durante le rocambolesche strade post-lauream siamo approdate a PartecipArt. Volevamo creare qualcosa di nostro, che rispecchiasse il nostro amore per l’arte e i nostri modi di conoscerla e diffonderla. PartecipArt è quindi la nostra scommessa!

 

Il nome effettivamente già promette bene. Se ho capito bene si tratta si presentare il territorio in un’ottica di partecipazione attiva oltre i soliti itinerari.

Esatto! In realtà la differenza della nostra proposta non sta tanto in ciò che proponiamo ma nel come lo proponiamo. Come dice il nome, PartecipArt vuole portare i visitatori al centro della visita turistica, renderli protagonisti dell’esperienza che scelgono di vivere, partecipi appunto! Andremo anche nei luoghi più celebri e noti del territorio, ma con l’obiettivo di mostrarli con occhi nuovi.

 

Quindi non c’è un percorso standard, i visitatori possono scegliere cosa vedere sulla base dei propri interessi?

Il visitatore è al centro della nostra proposta. Durante la fase di progettazione di PartecipArt abbiamo cercato di immedesimarci il più possibile in coloro che avrebbero acquistato un nostro tour. Dopo varie proposte abbiamo deciso di suddividere i tour in due tipologie, a cui si aggiunge la sezione mostre, dedicate esclusivamente alle esposizioni temporanee. I tour “intramontabili” sono dedicati agli amanti e cultori dell’arte, agli appassionati, a chi vuole approfondire determinati aspetti del nostro territorio, ma con prospettive nuove. I “game” tour, invece, sono pensati per famiglie con bambini, ragazzi, gruppi di amici, adulti amanti dell’avventura che hanno voglia di sperimentare visite alternative, per conoscere l’arte attraverso il gioco e il divertimento.

 

Il progetto ruota intorno a tre parole: Passione, Gioco, Cultura. Nello specifico condivido molto il vostro pensiero a proposito del gioco…

Il gioco può aiutare le persone a riavvicinarsi all’arte dopo averla lasciata per tanti anni. Crediamo che grazie ad attività più leggere e ludiche si possa coinvolgere anche un pubblico solitamente poco disinteressato alla classica proposta turistica. Il gioco, inoltre, è un ottimo strumento con cui apprendere uscendo dai rigidi schemi scolastici e accademici. Grazie al gioco possiamo diffondere maggiormente la conoscenza e la consapevolezza del patrimonio artistico. L’obiettivo è quello di offrire una nuova chiave di lettura.

 

Firenze è sempre più meta di un turismo intensivo che, a mio parere, l’ha resa talvolta inospitale soprattutto per i residenti. Come professioniste della cultura e abitanti di Firenze, come credete che dovrebbe essere ripensato il settore?  

Il turismo è un’arma a doppio taglio: da un lato ha affollato il centro storico fiorentino in maniera spesso selvaggia a discapito della qualità della vita dei residenti e della loro possibilità di godere della bellezza della città in cui vivono; dall’altro è innegabile che i turisti siano stati negli anni una linfa fondamentale per l’economia cittadina.

In questi ultimi anni abbiamo assistito alla diffusione di una “democrazia culturale”, molte più persone hanno potuto viaggiare, entrare nei musei, fotografare monumenti, conoscere la cultura di un luogo. Questo processo è positivo ed è giusto mantenerlo tale, trasmettendo però maggiore consapevolezza. Bisognerebbe rendere il visitatore partecipe dell’identità della città, che non è fatta solo di monumenti e chiese ma anche delle persone che la abitano. Le nostre proposte cercano di andare in questa direzione. In questo momento la nostra idea è di rivolgerci in primis agli abitanti di Firenze, che spesso, proprio perché ci vivono, la visitano meno dei turisti. Quando questi torneranno a popolare le nostre strade, ci rivolgeremo anche a loro, ma sempre con l’obiettivo di dare alla nostra offerta un taglio attivo e partecipativo, così da far vivere loro esperienze belle, divertenti e consapevoli.

Laura, Marta, Eugenia e Francesca sono la dimostrazione che un altro modo di fare turismo c’è, ed è possibile.

Diletta Piermattei

 

 

CultureFuture

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Tools for Culture è un’organizzazione non profit attiva nel campo della ricerca, della consulenza e della formazione per l’economia, il management e le politiche dell’arte e della cultura. Il suo obiettivo è contribuire a estrarre il valore dalle risorse creative e culturali, rafforzando il loro impatto sulla qualità della vita, stimolando la creazione e il consolidamento di un network di professionisti, imprese e competenze, e fornendo assistenza strategica e tecnica in campo culturale.