Castello di Sammezzano: epopea di un bene culturale da salvare

Un castello in rovina, un’asta giudiziaria all’impasse e un movimento cittadino che lavora per sensibilizzare al recupero e alla valorizzazione del sito culturale. L’avventura di Sammezzano è diventata l’emblema di alcune importanti difficoltà che riguardano la tutela del patrimonio italiano, e attende ancora di essere salvato.

Castello di Sammezzano: epopea di un bene culturale da salvare

Sammezzano è uno splendido castello in stile orientale, uno dei maggiori esempi di arte eclettica tardo ottocentesca rimasti in Italia, sito a Reggello in provincia di Firenze. Di costruzione medievale e riconvertito nei secoli successivi in residenza privata, ha visto succedersi al proprio interno molte delle famiglie nobili fiorentine del Rinascimento – Medici compresi – fino all’arrivo del marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona, che ne ha completamente ridecorato l’assetto architettonico così come si può ammirare oggi nelle numerose fotografie. Il castello infatti, abbandonato all’inizio degli anni Novanta dopo svariati riusi e danneggiamenti subiti durante il secolo scorso, è ancora oggi inagibile al pubblico e le condizioni di pericolo a cui è sottoposto il patrimonio storico artistico al suo interno peggiorano di mese in mese. Negli ultimi trent’anni, Sammezzano è stato lasciato al consumo delle intemperie e senza difese dai continui atti di vandalismo e intrusione di curiosi, che ne hanno depredato molte parti preziose. Attualmente il castello presenta numerosi problemi strutturali, dalla caduta delle decorazioni murali delle sale monumentali, a veri e propri cedimenti dei solai al piano superiore, alla frana di una parte dei 165 ettari di parco all’inglese, che ha quasi perso il proprio assetto originario.

Castello di Sammezzano, Sala dei Gigli. Pic courtesy: Save Sammezzano

Viene da chiedersi come sia possibile che accada tutto questo in un luogo sottoposto a vincolo di tutela dal Codice italiano dei Beni Culturali e del Paesaggio, che ne decreta l’obbligo di risanamento, di conservazione e di valorizzazione. La risposta è tanto semplice quanto paradossale: Sammezzano non è proprietà di nessuno, quindi la legge non può essere applicata. Il castello è infatti all’asta dal 2015, nelle mani di un pugno di società che se lo contendono a colpi di offerte incomplete e ricorsi, e di un tribunale che troppo spesso rinvia le decisioni. Il Ministero dei Beni Culturali, da parte sua, alza le mani poiché “dichiara di non possedere le risorse per procedere all’acquisizione del bene e al conseguente ripristino. Il risultato di tutto questo è una situazione di blocco che sottopone il castello a un crescente degrado, sempre più irreversibile” spiega Francesco Esposito, fondatore del movimento Save Sammezzano, grazie al quale oggi questa situazione è conosciuta in tutta Europa. L’associazione, nata nel 2015 una campagna di crowdfunding provocatoria, si fa oggi portavoce della comunità di Reggello e del turismo internazionale, che reclamano a gran voce la restituzione di Sammezzano all’antico splendore e alla pubblica fruizione.

Castello di Sammezzano, Sala Bianca. Pic courtesy: Save Sammezzano

“Ci siamo rivolti a tutti i vertici possibili: abbiamo attivato una petizione su change.org con il MiBACT, la Regione Toscana e il Sindaco di Reggello per garantire che la futura proprietà includa nel proprio piano di business il recupero del castello. Tramite il Consiglio Regionale Toscano siamo riusciti poi a far aprire una mozione regionale e dieci interrogazioni parlamentari all’interno della Commissione Cultura della Camera e del Senato” continua Esposito. Senza contare il successo incredibile che ha avuto la sensibilizzazione a livello popolare: Sammezzano ha vinto nel 2016 il primo premio per i “Luoghi del Cuore del FAI” e si è visto assegnare 54.000€, che non possono essere utilizzati finché non sarà trovato un proprietario definitivo. La situazione è tenuta d’occhio non solo da Italia Nostra, associazione nazionale che si occupa della tutela del patrimonio storico-artistico e naturale del nostro paese, ma anche da organizzazioni internazionali. Il castello è stato infatti candidato alla “World Monuments Watch List 2018” istituita dal World Monuments Fund ed è stato l’unico sito italiano a essere recentemente inserito nella lista dei “12 Most Endangered” di Europa Nostra, perdendo il podio e i conseguenti fondi erogati solo a causa dell’incerta situazione giudiziaria.

Castello di Sammezzano, Sala dei Pavoni. Pic courtesy: Save Sammezzano

“La prossima asta del castello di Sammezzano è fissata al 30 maggio 2018: il rischio ora è che non si presenti nessuno, dato che le precedenti società interessate non hanno ottenuto un’assegnazione. Più questa situazione si ripete, infatti, più gli investitori privati sono tentati di cercare altrove”. Come fare quindi per aiutare Sammezzano? In attesa del risultato della prossima asta imminente, la sensibilizzazione non si deve fermare. Nel sito di Save Sammezzano si può trovare ogni informazione relativa al castello nei dettagli; inoltre l’associazione organizza conferenze su scala nazionale e apre periodicamente campagne di crowdfunding per sostenere la causa. Ma soprattutto, è importante che se ne parli: la condivisione sui social network – 120.000 fan solo sulla pagina Facebook – può essere un mezzo importante per diffondere la conoscenza della situazione. È dal movimento popolare, infatti, che può nascere una forza che contribuisca a salvare la bellezza di Sammezzano, uno dei tanti simboli di un patrimonio nazionale che ha sempre più bisogno di essere tutelato.

 

 

Alice Bortolazzo

 

Foto di copertina: Castello di Sammezzano, Facciata Lunare. Pic courtesy: Save Sammezzano
Tools For Culture

Tools For Culture

Tools for Culture è un’organizzazione non profit attiva nel campo della ricerca, della consulenza e della formazione per l’economia, il management e le politiche dell’arte e della cultura. Il suo obiettivo è contribuire a estrarre il valore dalle risorse creative e culturali, rafforzando il loro impatto sulla qualità della vita, stimolando la creazione e il consolidamento di un network di professionisti, imprese e competenze, e fornendo assistenza strategica e tecnica in campo culturale.

RELATED ARTICLES

Penzo + Fiore ospiti nella Vetrina di Via del Consolato: IMPERO come metafora del Made in Italy

Penzo + Fiore ospiti nella Vetrina di Via del Consolato: IMPERO come metafora del Made in Italy

  Impero è un’installazione aerea dove l’oggetto ready-made vede la propria funzione posta in secondo pia

LEGGI TUTTO
E alla fine arriva Manifesta 12

E alla fine arriva Manifesta 12

Manifesta è una biennale di arte contemporanea che ha sede ad Amsterdam ma la sua peculiarità è quella di essere

LEGGI TUTTO
La Calabria spiegata agli italiani

La Calabria spiegata agli italiani

Quando mi chiedono da dove vengo rispondo che vengo da un luogo che si è seduto dalla parte del torto, dato che tu

LEGGI TUTTO

Lascia un Commento