C’è arte sul Pollino: talenti al naturale

di Lorena Martufi

C’è arte sul Pollino: talenti al naturale
” Sono a Casa Mia… “
S h e l t e r ©️
Luciano Grisolia Photographer
Parco Nazionale del Pollino (2017)

 

C’è da fare sul Pollino. Su tutti i fronti. Arte, fotografia, teatro, musica, cinema, architettura. Il mix è letale: talento e natura. E funziona. C’è poco da inventare, poiché tutto o quasi già esiste, e non solo in natura. In Basilicata, a Latronico, l’associazione ArtePollino domina incontrastata il paesaggio artistico e culturale. Il suo omonimo Premio è ormai un’eccellenza che premia formazione e creatività, non senza tenere in considerazione ambiente e biodiversità.

C’è un’opera di Anish Kapoor a Latronico e ancora lo sanno in troppo pochi: “Earth Cinema” è un taglio scavato nella terra di 45 metri di lunghezza e 7 di larghezza, dove le persone possono sentirsi nella pancia della terra per sentire e capire da dove provengono. C’è la giostra di Carsten Holler a San Severino Lucano (PZ), dove si svolge anche il Pollino Music Festival, che quest’anno tra gli altri, ospiterà Levante e Niccolò Fabi. C’è il film “TheMillionairs” con un interprete straordinario come Claudio Santamaria, prodotto dalla Goon Films e sostenuto dall’ambizioso progetto Lu.Ca nato dalla collaborazione delle Film Commission di Calabria e Basilicata, che lo scorso autunno ha trasformato il Parco del Pollino in un set cinematografico e che adesso parteciperà al Festival di Venezia.

C’è il Centro polifunzionale di Campotenese (CS) progettato dallo studio Cucinella, spazio didattico e di esposizione del futuro. C’è la Primavera dei Teatri a Castrovillari, festival sui nuovi linguaggi della scena teatrale contemporanea organizzato dall’associazione Scena Verticale fin dalla sua prima edizione, nel 1999.  Eventi, festival, rassegne che sono occasione per scoprire i nostri bellissimi borghi sempre più silenziosi e deserti. E poi ancora escursioni, workshop anche notturni, scuole di filosofia e di fotografia all’aperto sono la nuova tendenza, tanto da arrivare ad essere una credibile alternativa di sdraio ed ombrelloni.

Il Pollino ha tanto da dare, ma ha bisogno di ricevere tanto. Innanzitutto in termini di fede, speranza e di lotta per riaffermare un’identità del Sud che deve necessariamente restare fedele a sé stessa. In secondo luogo in termini di progetti, visioni, storie, racconti, poesie, interventi di valorizzazione sani e costanti di breve e lungo periodo che dicano chiaramente che ci siamo. Come abitanti, operatori, studiosi, amatori, professionisti, esperti o anche più semplicemente come outsider. Ci siamo e vogliamo restarci. Alla faccia delle grandi città distratte e dai ritmi troppo frenetici, intossicate da smog e inquinamento.

Vogliamo accettare nuove sfide culturali, anche se la questione meridionale non è stata ancora risolta (forse neanche affrontata). Vogliamo riscrivere la storia, estrarre l’oro non solo dai campi, riconquistare la terra anche in termini culturali e creativi. Occorre ri-funzionalizzare luoghi, saperi, tradizioni, riorganizzando le relazioni e il lavoro. Bisogna diffondere amor proprio e coraggio, produrre non tanto per il mercato, quanto per la nostra economia.

Sono le generazioni emergenti che stanno dettando le ricette per salvare il patrimonio naturale e culturale, unendo business e tradizione. Come i Calabresi Creativi che usano i social network mettendo insieme albergatori, artigiani e commercianti per sviluppare il turismo. O come ViaggiArt, la piattaforma web che promuove e pubblicizza il patrimonio culturale, nel 2014 premiata come migliore start-up turistica italiana.  E poi ci sono i lupi. Quelli che operano silenziosi facendo cose bellissime e pericolose, come fotografare edifici abbandonati o andare in montagna per vedere la Via Lattea e osservare il cielo e le stelle, con telescopi e ad occhio nudo perché tanto lo spettacolo è comunque garantito. Qui, Signori, ci sono gli artisti di settima generazione, perfetti e sanguinari, a dettare una nuova estetica coerente con l’identità del territorio, bellissima e drammatica, che sola può sfidare il mondo intero, perché è ciò che ne rimane.

 

Lorena Martufi

Tools For Culture

Tools For Culture

Tools for Culture è un’organizzazione non profit attiva nel campo della ricerca, della consulenza e della formazione per l’economia, il management e le politiche dell’arte e della cultura. Il suo obiettivo è contribuire a estrarre il valore dalle risorse creative e culturali, rafforzando il loro impatto sulla qualità della vita, stimolando la creazione e il consolidamento di un network di professionisti, imprese e competenze, e fornendo assistenza strategica e tecnica in campo culturale.

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