Collettivo NAVA. Chi lo ha detto che nelle fabbriche si produce solo in serie?

Roma, primavera 2016. Nove giovani professionisti con nove storie e percorsi diversi, hanno in comune un'unica necessità: far fluire proprie ambizioni e passioni in un progetto condiviso. Nasce così il Collettivo NAVA.

Collettivo NAVA. Chi lo ha detto che nelle fabbriche si produce solo in serie?

Napoli, Roma, Firenze,  Milano e Torino. Storia dell’arte contemporanea, architettura, archeologia, economia e giurisprudenza. Il Collettivo NAVA fa di questo approccio caleidoscopico il suo punto di forza. Le competenze eterogenee e la diffusione sul territorio sono il motore che permette una progettazione culturale a 360 gradi. 

Il Collettivo NAVA sceglie di volta in volta spazi diversi in cui agire. Partiamo dall’analisi del luogo, per metterne in risalto le caratteristiche e le problematiche, e cercando di proporre nuovi possibili orizzonti.

Ed è così che nasce fabbrica Ø. Un evento pensato e sviluppato per il Teatro India in connessione al quartiere di cui fa parte.

L’area di Ostiense è da sempre scenario e terreno fertile di produzione. Dall’epoca moderna, quando il quartiere è stato adibito alla produzione agricola per l’intera città, per continuare ad inizio Novecento con una forte industrializzazione, che lo ha reso il principale centro produttivo della capitale.

Dismesse le fabbriche e superata una momentanea fase di abbandono, il quartiere torna a rivivere negli anni Novanta con la nascita dell’Università Roma Tre. Nascono luoghi di riferimento per la nuova città: il Teatro India, il MACRO Testaccio, la Centrale Montemartini, la Fondazione Romaeuropa e il recupero del Palladium accendono il quartiere durante il giorno, per lasciare al tramonto la scena alla club culture di via Libetta.

Il Teatro India nasce sulle rovine della Mira Lanza, fabbrica dei saponi e detersivi industriali Ava, dismessa nel 1955. Da quel momento in poi lo stabilimento segue fasi alterne di declino e abbandono, fino al recupero e alla conversione in teatro. Inaugurato nel dicembre 1999, oggi il Teatro India rappresenta il luogo delle produzioni più sperimentali del Teatro di Roma.

Qui si vuole insinuare fabbrica Ø: una produzione artistica e sperimentale che propone nuove visioni del lavoro, attraverso una contaminazione di linguaggi contemporanei. Performance, opere video e installazioni per una sera pervadono gli spazi del Teatro India, che diventa il centro di una riflessione sulla formazione e sul lavoro, sulla condivisione di idee e progetti, ma anche sulla frattura e sulla crisi, sulla forza della cultura come elemento di analisi del passato, rilettura del presente ed anticipazione del futuro.

Il progetto si apre con una “tavola rotonda” cui prendono parte Antonio Calbi, direttore del Teatro di Roma; Alfredo Pirri, artista; Claudio Tucci giornalista de Il Sole 24 Ore, Gianfrancesco Vecchio professore all’Università di Cassino; Tiziano Panici, direttore artistico Dominio Pubblico e Giulia Masini, componente del Collettivo NAVA.

A seguire, sulle assi del palcoscenico, si alternano opere di Elena Bellantoni e Mariana Ferratto, che indagano le dinamiche relazionali e i contrasti all’interno della società; Filippo Riniolo, la cui opera è caratterizzata da un’analisi sulle comunità, le minoranze, il lavoro e il potere; Elena Mazzi, che darà voce e canto emotivo alla crisi economica che tuttora incide sulle nostre vite; infine Valerio Rocco Orlando, il cui lavoro, un’indagine sulla formazione in diversi luoghi del pianeta, è un’apertura verso il futuro.

Il progetto è stato ideato dal Collettivo NAVA e realizzato con gli studenti dell’11° Master in Economia e Management dei Beni Culturali de Il Sole 24 Ore Business School e con la direzione artistica di Benedetta Carpi De Resmini. fabbrica Ø è realizzato in partnership con il Teatro di Roma e Dominio Pubblico, un festival multidisciplinare nato come strumento di indagine sulla creatività della generazione di artisti under 25 attivi nelle arti performative.

Il progetto è pensato come un dispositivo relazionale, un’apertura alle connessioni, alle fusioni, dalle quali possono nascere nuove sinergie. I soggetti che hanno collaborato per fabbrica Ø sono altresì una prova di come l’incontro di diverse realtà possa diventare un’occasione per sviluppare nuove e interessanti prospettive.

 

fabbrica Ø
dialoghi. performance. video

Mercoledì 31 maggio, Teatro India

tavola rotonda – ore 17.00

spettacolo – ore 21.00

 

Fanno parte del Collettivo NAVA (Not A Vulnerable Art)

Irene Claudia Cormanni – Domenico Esposito – Vanessa Giaconia – Elisa Ingrosso – Federica Lamedica – Giulia Masini – Laura Mazzaglia – Giorgia Restaneo – Cristiana Vergobbi

Tools For Culture

Tools For Culture

Tools for Culture è un’organizzazione non profit attiva nel campo della ricerca, della consulenza e della formazione per l’economia, il management e le politiche dell’arte e della cultura. Il suo obiettivo è contribuire a estrarre il valore dalle risorse creative e culturali, rafforzando il loro impatto sulla qualità della vita, stimolando la creazione e il consolidamento di un network di professionisti, imprese e competenze, e fornendo assistenza strategica e tecnica in campo culturale.

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