linguaggi

Costruire una mostra durante il limbo. Sul bordo del caos (dal 18 al 28 giugno, online)

By 15 Giugno 2020 No Comments

Nella società di questi mesi, socialmente distanziata, che prenota in anticipo i musei, ha le mani disinfettate e indossa le mascherine, noi – manager culturali impegnati in un Master presso lo IED-Istituto Europeo di Design – avevamo bisogno di produrre cosa ci chiedono di fare: una mostra d’arte, dall’inizio all’inaugurazione.

Un progetto che è stato intrepretato – e realizzato, negli anni passati – fisicamente, si è trovato improvvisamente a dover cambiare, del tutto e fin dalla sua stessa radice, dal momento che nulla della sua forma originaria e della sua concezione poteva essere mantenuto. E come avrebbe potuto, se la realtà – e il modo in cui la viviamo – è completamente cambiato?

Non avremmo potuto prevedere questo panorama, questo è sicuro, ma l’unica cosa che ci è rimasta da fare è stato abbracciare il mutamento e farne qualcosa (di positivo). Pertanto, invece di una mostra che avrebbe dovuto durare dieci giorni in un luogo espositivo, stiamo producendo – l’inaugurazione è prevista per il 18 giugno – una mostra speciale online, “At the Edge of Chaos”, concepita completamente nel suo nuovo formato: dall’idea di fondo alla curatela, la logistica, per finire con l’apertura di un website e con due performances che saranno diffuse in streaming in diretta.

“At the Edge of Chaos” prende il nome da un’affermazione di Andrea Ferrara, professore di Cosmologia alla Scuola Normale Superiore di Pisa, il quale sostiene che “i sistemi complessi sono situati a metà tra ordine e disordine, o sul bordo del caos”.

La strada verso questo nuovo format è stata un sistema complesso di per sé: giornate stressanti, incertezza, lunghe – quasi infinite – ore davanti al monitor, lo struggimento per il contatto personale (al netto di video e chat interminabili), così come l’ovvio cambiamento della (non) produzione di lavori artistici per uno spazio intangibile; una sfida intensa per tutti noi, dai gruppi attivi nella curatela, nella comunicazione e nella produzione ai partner, gli artisti, i professori che hanno sostenuto il processo.

Una vera sfida, ma anche un’esperienza forte di apprendimento e un’opportunità di crescita tanto personale quanto professionale. Una rottura del paradigma che l’arte richiede per essere offerta e fruita in uno spazio fisico, perché le opere possono essere viste da vicino dentro una galleria, perché la produzione di opere e mostre deve rispettare un certo protocollo (solo perché finora è stato fatto così).

Al contrario, i visitatori possono trovarsi a migliaia di chilometri e godersi lo stesso l’esperienza di una performance in live stream; gli artisti – da persone altamente creative – possono chiedere a sé stessi di produrre le loro idee sorprendenti e grezze in diverse forme che possono funzionare in questo nuovo formato, e si espandono in modi che potevano apparire impossibili; i professionisti della cultura hanno bisogno di evolversi da idee, spazi, metodi di lavoro predefiniti, per fare buon uso di quanto hanno fatto e imparato, per far entrare il mondo culturale nel vero ventunesimo secolo.

Questa mostra espone entrambe le condizioni, le circostanze caotiche e insolite che stiamo vivendo e alle quali ci stiamo adattando, ma anche il potenziale per nuove estensioni e sviluppi. Il (nuovo) pieno potenziale del costruire mostre.

 

At The Edge of Chaos

18 – 28 Giugno 2020:  www.manifatturatabacchi.com/live/at-the-edge-of-chaos

Una mostra speciale online curate dal Master in Arts Management dello IED-Istituto Europeo di Design di Firenze – in collaborazione con Palazzo Strozzi e Manifattura Tabacchi.

Le opere sono state selezionate dalle proposte degli studenti delle più prestigiose scuole d’arte di Firenze: Accademia di Belle Arti, California State University, Fondazione Studio Marangoni and LABA Libera Accademia di Belle Arti.

Gli artisti sono Baoyi Cao, Chen YongZhe, Claudia Vignale, Elisa del Taglia e Sara Sassi, Fan Qingduo, Gianmarco Rescigno, Isaac Michael Ybarra, Liu Xuan, Samuele Bartolini, Santiago Navarro, Teresa Bellandi, Yuan Libin, Zhang Manjie.

La mostra rappresenta la conclusione del progetto “Complex System” della Fondazione Palazzo Strozzi, rivosto a creativi e professionisti del mondo dell’arte, con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo di nuove produzioni artistiche in connessione con la mostra di Tomás Saraceno, “Aria”, tuttora in corso a Palazzo Strozzi, Firenze.

Gabriela V. Marton Szalay

 

english version

the potential of exhibition making

CultureFuture

CultureFuture

Tools for Culture è un’organizzazione non profit attiva nel campo della ricerca, della consulenza e della formazione per l’economia, il management e le politiche dell’arte e della cultura. Il suo obiettivo è contribuire a estrarre il valore dalle risorse creative e culturali, rafforzando il loro impatto sulla qualità della vita, stimolando la creazione e il consolidamento di un network di professionisti, imprese e competenze, e fornendo assistenza strategica e tecnica in campo culturale.