Dietro le quinte: memorie del Sessantotto al Teatro Comunale di Bologna

Dietro le quinte: memorie del Sessantotto al Teatro Comunale di Bologna

Cinquant’anni fa tutto il mondo è stato attraversato dal fenomeno delle contestazioni studentesche, con tutto il suo peso socio-economico. Quasto autunno il Teatro Comunale di Bologna ha riaperto dopo la pausa estiva con con il balletto contemporaneo «Kraanerg» sulle musiche di Iannis Xenakis.

Malgrado Xenakis sia una delle figure chiave dell’arte del Ventesimo secolo la sua musica è eseguita piuttosto raramente.  È comprensibile. Uno spartito musicale contemporaneo è difficile da capire, forse ancor di più per le generazioni che vivono di  musica pop. Ecco perché la nuova produzione del Teatro Comunale di Bologna, in collaborazione con il direttore Yoichi Sugiyama e con il coreografo Luca Veggetti è apparsa particolarmente interessante.

Come sempre la musica di Xenakis è drammatica e tragica. La visione del mondo del compositore si è formata quando lui era ancora giovane e aveva combattuto come partigiano contro i nazisti. A seguito di una grave ferita ha perso l’occhio sinistro. Poi è stato condannato dai fascisti alla pena di morte, ma per miracolo l’ha evitata e si è stabilito in Francia, Paese cui è legata gran parte della sua biografia creativa.

Le manifestazioni studentesche del Sessantotto sono cominciate all’Università di Berkeley in California, per diffondersi in tutta Europa, per finire in Francia, naturalmente a Parigi. È di queste manifestazioni che Iannis Xenakis racconta le sue impressioni in “Kraanerg”. Il balletto, che dura 75 minuti, è la composizione più lunga di tutto il catalogo di Xenakis. Il nome Kraanerg è composto da due parole greche: “kraan”, perfetto o compiuto; “erg”, che significa energia; tutto insieme significa dunque “azione compiuta”.

La prima volta il balletto è stato prodotto per il National Ballet of Canada, in occasione dell’inaugurazione del Canadian National Arts Center di Ottawa, con la coreografia di Roland Petit; fu eseguito da 23 strumenti e un nastro magnetico a quattro piste. I quattro canali sono stati ricavati dall’elaborazione (anche dallo stravolgimento) di una registrazione delle parti orchestrali. Sembra un caleidoscopio musicale. Un’altra cosa interessante è che il compositore greco ha adottato metodi matematici per costruire una musica altamente irrazionale e orientata in senso metafisico.

Il balletto riflette il Maggio Francese (come furono etichettati i moti parigini del Sessantotto). La nuova produzione di Kraanerg del TCBO è un dialogo tra musica e coreografia. Xenakis ha creato la musica non pensando alle singole note o agli strumenti, ma ha guardato immediatamente all’effetto generale. Ecco perché tempo su tempo l’accento con la luce è sull’orchestra. Questo fornisce allo spettatore la possibilità di concentrarsi sulla massa sonora che crea una nuvola amorfa in cui non è possibile discernere i suoni singoli. La coreografia di «Kraanerg» suona familiare come caos controllato. Immaginate una folla enorme di popolo in agitazione. Si avvicinano, si muovono, si compattano, si rompono. Gli strumenti musicali si fondono in un ronzio. Il violino emette gemiti e grida. La tensione cresce. La folla si comporta come un tutt’uno. La folla respira. La folla cresce. La folla si muove. Si fonde e si sgancia. La musica si muove, da ritmica a caotica.

Guardando questa nuova produzione di «Kraanerg» viene anche in mente il termine, diffuso nel Ventesimo secolo, “cinestesìa”. La cinestetica ci permette di sperimentare la qualità degli sforzi di altre persone, aiuta a indovinare le intenzioni degli altri, ci permette di evitare di scontrarci con altre persone mentre camminiamo per strada. È una sorta di radar fisiologico attraverso il quale sentiamo impulsi e intenzioni, e reagiamo superando la nostra coscienza e il nostro pensiero. Proprio la cinestetica permette allo spettatore di seguire le intenzioni del danzatore, di sentirle e anticiparle, anche senza rendersi conto di come ciò accada.

Ecco perchè per un coreografo è molto importante sviluppare immaginazione cinestetica per creare i nuovi movimenti e danze. Un buon coreografo non li vede solo, ma li sente anche nel proprio corpo. O si fida di trovarli nel danzatore partendo dalle proprie sensazioni. Luca Veggetti ha raggiunto questo obiettivo molto bene: tutti i movimenti avvengono lentamente, sotto un controllo non rilassato, si verificano in tempo reale e con un peso reale. I ballerini non fermano lo sforzo per un momento e non perdono l’energia, corrono mostrando la stessa resistenza dei corridori di lunga distanza. Il ritmo della danza in combinazione con la musica crea un assaggio di qualcosa di drammatico, pericoloso e speciale.

Di solito, senza la conoscenza della biografia del Iannis Xenakis, dalla storia delle manifestazioni del Sessantotto e delle ricerche del compositore su matematica, architettura e musica, è difficile capire tutta la bellezza e la profondità di «Kraanerg». Nella nuova produzione del Teatro Comunale di Bologna  tutto è chiaro. La musica e la coreografia creano il caos, ma un caos armonioso. Si ha la sensazione di coinvolgimento diretto nelle manifestazioni del Sessantotto. Durante tutti i 75 minuti lo spettatore è in tensione. La musica in «Kraanerg» ha venti periodi di silenzio, di varia lunghezza. Ogni tanto, quando la musica si ferma, il cuore dello spettatore ha un sussulto.

 

Alexandra Sokolova

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