Discomfort Dispatch a Bologna

Discomfort Dispatch a Bologna

7 Marzo 2019 0 di Tools For Culture

Mentre scriviamo, a Bologna si è sviluppata una scena artistica underground davvero vitale, come non si vedeva da decenni. La particolarità di questa ondata va compresa sommando la solita vita universitaria alla crisi degli ultimi anni. Le due hanno colliso assieme e creato una sospensione temporale, gabbia e culla per 20enni come per 50enni in una infinita giovinezza, dove è possibile ancora sperimentare. Entrare nella scena alternativa è come entrare in un’altra dimensione, dove le regole economiche non valgono più.

Parlerò di un piccolo fenomeno musicale nato a Bologna negli ultimi due anni, un festival della durata di poche ore, che ha ottenuto un successo artistico virale ed è ogni volta però, al tempo stesso, un totale fallimento dal punto di vista economico.

Il Manifesto del Discomfort Dispatch (scherzoso in parte)

“Discomfort Dispatch mina alla base l’antagonismo fra musica colta e punk, fra accademia e squat, facendolo deflagrare nell’unico luogo possibile: il palco. Discomfort Dispatch ha contenuti solo per sbaglio, profitti solo per dispetto, un collettivo e una dimora precisa, ma solo per una sera, e ha un linguaggio ma vorrebbe non averlo. Discomfort Dispatch supporta la sperimentazione estrema e le gioie dell’acufene. Discomfort Dispatch è per il declino del mercato della musica. NO PARTY – NO MUSIC – NO ROCKSTARS – NO LOVE”.

Il DD è una serata in cui musicisti più o meno famosi e quelli poco conosciuti vengono invitati ad esibirsi assieme in un live ma a queste condizioni:

-non devono aver suonato mai assieme prima;

-il set è improvvisato;

– il set dura 20 minuti.

Come ha definito tutto Mario, “attacca e suona”.

Ho intervistato Francesco Zedde (Fra Zedde) e Mario Guida, l’iniziatore e l’organizzatore del prossimo Discomfort Dispatch.

Iniziamo con Fra Zedde, l’ideatore del Discomfort Dispatch, oggi al suo secondo anno di vita:

Ciao Zedde, ti chiedo subito, ho letto che ti sei ispirato a un altro Festival, il Multiversal. Quali sono le differenze con il DD?

Le differenze sono molte, nello spazio, nel tempo e nei personaggi. Come ho scritto nell’intervista per Giada Turini, DD è un nipote di Multiversal, nella misura in cui nasce dalla stessa scena in un tempo successivo con il tentativo di portare avanti alcuni degli stessi principi con lo stesso metodo e una struttura riadattata.

La differenze macroscopiche sono: Multiversal è perlopiù itinerante, DD è perlopiù a Bologna, in Multiversal le lineup sono miste, in DD c’è il vincolo dei duo.

Come si mantiene economicamente un DD?

DD non ha bisogno di mantenersi, è solo un’idea su come organizzare un evento di improvvisazione libera, ogni edizione ha le sue spese e i suoi ricavati a seconda delle condizioni e del luogo scelto. Ovviamente è necessario un grande impegno da parte dell’organizzatore e una collaborazione particolare da parte dei proprietari del locale e dei musicisti.

DD è un fallimento economico, ovvio, se ci piacessero i soldi non faremmo questa roba.

Cosa offrite allora ai musicisti in cambio della loro performance?

Il deal per i partecipanti a DD è molto semplice: il totale degli ingressi alla porta va agli artisti che lo dividono in parti uguali. Molto spesso gli artisti locali scelgono di lasciare la propria parte in favore degli artisti che hanno viaggiato, per permettere loro di coprire le spese.

Questa roba ci serve per far incontrare le persone e stimolare la collaborazione, per quel che mi riguarda in un certo senso farei anche a meno del pubblico.

Eppure sono moltissimi i musicisti che accettano queste condizioni e lo stesso Festival è arrivato alla 14esima edizione, contandone ben due solo in questo Marzo.…

In un certo senso, il DD è vantaggioso anche economicamente per chi suona, perché chi partecipa assorbe un’esperienza, un sacco di concerti altrui, contatti e nuove amicizie, sembrano cose non monetizzabili, ma sul lungo periodo sono cose preziose anche economicamente.

Esempio? In questa fase della mia vita vivo di musica e guadagno dei soldi da quello che faccio ma lo stato di cose che mi ha portato a questa realizzazione è stato reso possibile solo da centinaia di concerti pagati male.

Ad ogni modo il mio invito a organizzare un’edizione a sé stante del festival non è rivolto solo a Mario Guida, ma a chiunque. Non stiamo parlando di un brand o un brevetto, è solo un modo di fare una serata e chiunque deve sentirsi libero di imitarci o collaborare.

Parliamo con Mario Guida, musicista elettronico e organizzatore del prossimo Discomfort Dispatch.

Ciao Mario, la prima domanda che vorrei farti è questa: perché hai deciso di organizzare un DD, e perché nella tua carriera di musicista elettronico ti sei spesso organizzato da solo le serate nei vari locali italiani ed europei?

Non ho deciso io, ho solo accettato un invito da parte di Fra Zedde (l’ideatore de Festival) . Non prendevo parte alla organizzazione di eventi da un paio d’anni. Ho accettato la sfida con l’idea di spingere/allargare ancora di più i confini artistici del festival, accostare l’ibridazione di generi musicali alla ibridazione di pratiche artistiche diverse fino ad arrivare alla performance o alla video arte. Nell’edizione n14 in scaletta ci sono almeno due performer ed un video artista.

Perché spesso mi sono organizzato da solo i miei concerti ? Beh, che alternativa ho?

Cosa hai cercato di dare a questo DD che fosse nuovo rispetto alle vecchie edizioni e in linea con la tua esperienza di musicista?

Come ho accennato prima ho cercato di includere nella improvvisazione musicale che caratterizza e domina nel festival videoartisti e body performers. Probabilmente nell’ edizione n 14 il “frame” principale sarà ancora l’improvvisazione musicale. Ma è solo un primo passo. Ho cercato inoltre di includere nella lineup artisti il più possibile estranei alla scena bolognese ed al festival – cosa molto difficile in quanto il Discomfort Dispatch non riesce a garantire un adeguato compenso, quindi non ne sono poi così tanti (ci ho provato!).

Tu hai suonato già al DD e suonerai anche alla tua edizione, cosa cerca un musicista quando viene e si confronta con gli altri a questi termini “attacca e suona”?

Tutto o niente. È in tour o di passaggio, cerca o cristallizza la sua rete di relazioni, sperimenta, vende gadgets.

Perché è difficile veder suonare strumenti classici e facile invece che si suoni musica elettronica?

E’ una domanda complessa. Se ti riferisci al festival probabilmente il motivo principale sta nel fatto che sia nato dall’azione di musicisti elettronici dell’underground bolognese che ha “pescato” dal proprio giro di contatti costituito appunto da musicisti elettronici sperimentali. Con le varie edizioni la rete si è contemporaneamente esaurita e per assurdo anche allargata. La curiosità nei confronti del festival è cresciuta a dismisura sia tra pubblico che tra i musicisti, e la voglia di azzardare mix di idee, approcci e background musicali differenti ha spinto gli organizzatori ad includere nelle lineup spesso anche artisti che suonano strumenti classici come dici tu. Non solo, si è arrivato al punto tale da invitare personaggi che non gravitano nell’underground, personalità di spessore del mondo Accademico, del Rock, del Free-Jazz, della Contemporanea etc etc (vedi l’edizione n.9 del 4 Novembre organizzata da Francesco Zedde). Ad esempio nell’edizione 14 del 10 Marzo a Bologna abbiamo tra gli ospiti John Duncan e Stefano Pilia – la ciliegina sulla torta, sì perché festeggiamo due anni di Discomfort Dispatch.

Beh, tanti auguri allora! Come la mettiamo con il corrispettivo ai musicisti e con l’aspetto economico, che difficoltà hai trovato in particolare?

A quanto ne so, l’economia del festival nasce e muore nel giro di una notte ed è prodotta dal pubblico pagante. A uanto ne so, il Discomfort Dispatch non ha finanziatori. Questo è un ostacolo che i curatori delle varie edizioni devono affrontare ed in qualche modo superare. Ad esempio io per l’edizione n. 14 ho dovuto rinunciare alla presenza di tre artiste valide e desiderose di partecipare all’evento – provenienti da Torino, Roma ed Avellino – proprio a causa dell’aspetto economico. Ammetto che i costi di viaggio per loro erano davvero onerosi.

Cosa resterà del DD e del tuo in particolare?

Sinceramente non lo so, dipende da cosa rimane nella memoria del pubblico e degli organizzatori degli eventi futuri. Di sicuro per l’edizione n.14 da me curata stiamo lavorando alla produzione di “bootleg ufficiali” su cassetta – edizioni curate dall’etichetta bolognese MU Versatile Label.

 

Chiedo a Zedde prima di chiudere, e se ci fosse una lezione morale in tutta questa vicenda, quale sarebbe?

La lezione morale potrebbe essere che le persone dovrebbero sforzarsi quando possibile di perdere tempo ed energie a fare cose che non portano dell’arricchimento istantaneo, fare festival e suonarci dentro è un arricchimento per la società e anche per uno strato culturale (o scena) nella quale poi comunque sguazziamo tutti e dalla quale io ad esempio dipendo anche economicamente, se le persone smettessero di essere curiose nei confronti della musica alternativa di fatto io smetterei di avere il lavoro che faccio, è molto semplice.

Comunque se chiunque avesse dei suggerimenti o idee per fare quadrare i conti di un festival occasionale con una media di 30 ospiti per sera che fanno musica di nicchia per un pubblico che di norma si fa problemi a spendere più di 5 euro di ingresso SONO TUTTO ORECCHIE.

 

 

Antonella Di Tillo 

 

PS – Prima di chiudere, lasciatemi elencare qui i musicisti che finora hanno preso parte al Discomfort Dispatch:

Musicisti
Luca T. Mai (ZU – www.zuism.net) Massimo Farjon Pupillo (ZU – www.zuism.net)
Bruno Dorella (OVO – http://ovolive.blogspot.com) Valeria Sturba (OoopopoiooO – soundcloud.com/ooopopoiooo)Fra Zedde (TONTO – tonto3.bandcamp.com/)
Mario Guida (www.marioguida.org) Nicola Manzan (Bologna Violenta – bolognaviolenta.bandcamp.com/) Laura Agnusdei (Julie’s Haircut – soundcloud.com/laura-agnusdei) Massimo Carozzi (discogs.com/artist/467028-Massimo-Carozzi)Dj Balli (sonic-belligeranza.bandcamp.com/)Paolo Mongardi (ZEUS – zeuspower.bandcamp.com)Lili Refrain (lilirefrain.bandcamp.com)Davide Bartolomei (soundcloud.com/davide-bartolomei)Jacopo Mittino (52-HEARTS WHALE – 52-heartswhale.bandcamp.com)Nico Pasquini (Stromboli – sstromboli.bandcamp.com/album/volume-uno)Demetrio Sposino (Cani Dei Portici – canideiportici.bandcamp.com/)Claudio Adamo (Cani Dei Portici – canideiportici.bandcamp.com/)Damiano Meacci (www.baruffi.com)
Francesco Giomi (www.giomi.net)Sara Persico (Ritual Of Naught – soundcloud.com/sara-persico)Agnese Banti (soundcloud.com/agnesebanti)
Leonardo Granchi (BAD GIRL – badgirl69.bandcamp.com/) Enrico Cerrato (PETROLIO – petrolio.bandcamp.com)Stefano Rutolini (STORMO – stormo.bandcamp.com/music)Nàresh Ran Ruotolo (DIODRONE – diodrone.bandcamp.com/album/martyris-bukkake) Paolo Iocca (Franklin Delano – paoloiocca.com)Valerio Maiolo (soundcloud.com/maleriovaiolo)Mattia Ferrarini (DOLPO – http://www.bleuaudio.com/dolpo.html)Alberto Balboni (NADSAT – nadsat1.bandcamp.com/releases) Tullia Benedicta (soundcloud.com/tullia-benedicta)
Francesco Tabanelli (Tabache – soundcloud.com/timelessrecords/sets/tabache-searching-a-total) Katarina Fransua Poklepovic (So Beast – soundcloud.com/so-beast-music)Michele Quadri (So Beast – soundcloud.com/so-beast-music) Riccardo Gamondi (Uochi Toki – uochitoki.bandcamp.com)Emanuele Martina (Teatrino Elettrico – www.teatrinoelettrico.org/)Filippo Giuffrè (soundcloud.com/filippogiuffre)Nicola Tirabasso (soundcloud.com/nicolatirabasso)Salvatore Miele (RAZGRAAD – soundcloud.com/razgraad)Ravena Araujo (RVN – rvnrvn.bandcamp.com)Jacopo Bacci (LAOKOON – fratto9.bandcamp.com/album/divisions) Alessandro Fiordelmondo (Jesus Franco & The Drogas – pensieridiuncane.bandcamp.com/)
Federico Gueci Garbo (soundcloud.com/federicogueci)Emily TheDrunkard (The Jackson Pollock – soundcloud.com/the-jackson-pollock-band)Federico Eterno (Mounweazel/Ugo – soundcloud.com/federico-eterno)Cosimo Ferrari (cosimoferrari.bandcamp.com)Giada Turini (Pisa Underground Movement – soundcloud.com/giadaturini) Giovanni Magaglio (John Haller Standing – soundcloud.com/john-haller-standing) Simone Faraci (facebook.com/minuscollettivo)
Matteo Pastorello (facebook.com/minuscollettivo)Gabriele Confaloni (Progetto Rizoma – soundcloud.com/gabriele-confaloni) Alessandro Turrini (ALLIX DU MONDE – soundcloud.com/allixdumonde) Giancarlo Brambilla (Kuthi Jinani – kuthijinani.com) Cosimo Ferrari (alowtide.bandcamp.com/releases)Marco Tabellini (sanleo.bandcamp.com)Nick Chinasky (hypnagoguescape.bandcamp.com)
Giulia Valenti (Unprofessional – soundcloud.com/unprofessional) Bomi Kim (sibaQ – soundcloud.com/dos-blue) Nicol Vinciguerra (Fecalove – fecalove.bandcamp.com/)
Benjamin Whitehill (benjaminwhitehill.bandcamp.com)Giacomo Guidetti (Ka – kaexperimentalduo.bandcamp.com)Daniele di Girolamo (KA – kaexperimentalduo.bandcamp.com)Marzio Cavicchini (JUNGLE RIOT – soundcloud.com/jungleriots)Daniele Lipparini (Murdoch Static Orchestra – soundcloud.com/clivemurdochsstaticorchestra/)
William Simone (577records.bandcamp.com/)Luigi Varanese (Earthset – https://earthset.bandcamp.com)Stella Ti (SHE/MACHINE – soundcloud.com/shevsmachine)Nicola Venturo (Nizár – soundcloud.com/nv_nizar_music) Carlo Marrone (Murder – soundcloud.com/carlo-marrone)Paolo Gaiba Riva (PGR – youtube.com/watch?v=H-QhTDJJkIc)
Italoboi (meridionalerecordings.bandcamp.com/album/chinese-take-away)Garage Olimpo (soundcloud.com/garage-olimpo)Ambra Chiara Michelangeli (youtube.com/watch?v=iy1kGUAGnL0)Teresa Riemann (teresariemann.bandcamp.com/)Lucio Badtaste (selvaelettrica.bandcamp.com/track/lucio-badtaste-jj-delay)Otto Horvath (www.ottohorvath.org)Maurizio Cavaliere (YOG’TZE – soundcloud.com/yogtze999)
Giulio Marconi (GUERRRA – guerrra.bandcamp.com)Marco Stentella (GUERRRA – guerrra.bandcamp.com)Luca Mele (HEXIS – orqan.bandcamp.com/album/s-t)
Frè Zocca (LLEROY – leroy999.bandcamp.com/)Chiara Bunker (LLEROY – leroy999.bandcamp.com/)Bartolomeo Sailer (soundcloud.com/randomnumberslabel)
Gianluca Cerri (THE MOUNTAIN MOON – themountainmoon.bandcamp.com/)
Paola Paganhate (YONIC SOUTH – soundcloud.com/yonic_south/pus)Alessandro Trentini (TRNT – soundcloud.com/trnt0/sets/microep)Nicola Amato (Alaskan Pipelines – soundcloud.com/fat-mike-0)Manuele Marani (El Bramido NEGRO – soundcloud.com/manuele-marani/erbacce) Ubik (soundcloud.com/ubik-1)
Loris Cericola (spirale1.bandcamp.com/album/spirale)Erika Sofia Ollo (soundcloud.com/sollosofia)Federico Campo (soundcloud.com/beatalontra)
Marcela Lucatelli (marcelalucatelli.bandcamp.com/)Irene Cassarini (Guenter Råler – guenterraler.bandcamp.com)Ole Mofjell (Heaven- youtube.com/watch?v=dk5rw7OLDZg)Henrik Melbye (Heaven- youtube.com/watch?v=dk5rw7OLDZg)Mario Gabola (youtube.com/watch?v=nMYoL-byd2M)Diego D’Agata (Testadeporcu – youtube.com/watch?v=lyYoJ0cTbg8)
Kazehito Seki (youtube.com/watch?v=vRzqVII9UAg)Andrea de Franco (soundcloud.com/user-263249896)Larry Luminari (PaperogA saidluminari.bandcamp.com)Edoardo Maraffa (edoardomarraffa.wordpress.com/)
Roberto Memoli (manyfeetunder.bandcamp.com/album/desport-part-b)Roberto Ribuoli (soundcloud.com/roberto-ribuoli)Francesco De Ficchy (youtu.be/hhDjzoZreEk)
Marco Olivieri (youtu.be/hhDjzoZreEk)Davide Di Pasquale (soundcloud.com/user-781427614)Ed Williams (soundcloud.com/edafraux)Lorenzo Labagnara (youtu.be/hhDjzoZreEk)Lorenzo Lustri (youtu.be/hhDjzoZreEk)Andrea Ndriu Marziano (soundcloud.com/andrea-ndriu-marziano)Marco Bonini (soundcloud.com/ubik-1)
L.U. Alvarez (soundcloud.com/l-u-alvarez)Toi Giordani (Zoopalco)
Giona Vinti (CP3.0)Salvo Ridolfo (Edera) Luca Bernard – Ivan FU – Mattia Siboni
Tazio Borgognoni – Ludovica Manzo- Paolo Ravaglia ( about contemporary clarinet)
Tobia Bondesan Music (BASEMENT) Bob Nowhere (Ich.Bin.Bob/
KyoKyoKyo/Coop) Nicola Dinelli – Enza Amato – Laura Ginestrini – Francesco Salmaso – Mattia Arduini – Filippo Cassani (Golfo Mistico) – Giacomo Bertocchi(Golfo Mistico) Daniela Cattivelli – Massimo Zaniboni- Vincenzo De Gentile – Filippo Bonelli – Vincent Laju
PERFORMERS
Erika Salamone (youtube.com/watch?v=AIqiZT5kd3o)
Abraham Sidney – Live painting