Fidarsi è bene, Trust è meglio

Roma, Via del Governo Vecchio. Il Convegno organizzato dal Consiglio Nazionale Forense sul tema del Trust e della protezione del patrimonio è spunto di riflessione per la gestione giuridico-organizzativa del settore culturale.

Fidarsi è bene, Trust è meglio

Avvocatura: fiducia al governo vecchio. Un appunto veloce sull’agenda, ore 15 di mercoledì 11 aprile.

Mi fa sorridere lo stridente accostamento dei termini, e mi chiedo cosa immaginerebbe un ipotetico avventore nel leggere sul calendario una frase di tal fatta. Sembra quasi una solenne enunciazione, ma il riferimento è semplicemente pro memoria al Convegno sul Trust organizzato dalla Scuola Superiore dell’Avvocatura presso la sede del Consiglio Nazionale Forense in via del Governo Vecchio 3, a Roma.

Venuta a conoscenza dell’evento, mi iscrivo immediatamente: il fascino “magnetico” che il tema esercita su di me è dovuto principalmente a due fattori.

Primo: tradotto letteralmente dall’inglese, il termine trust significa fiducia. A livello giuridico, tuttavia, continua a restare intraducibile, sebbene risalga al 1985 la convenzione internazionale che ne stabilisce l’applicabilità e il riconoscimento in Italia. Anche questo unico fatto mi fa simpatizzare per l’istituto, capace di riportare il formalismo e il rigore giuridico alla giusta dimensione umana e contemporanea: il diritto nasce dalla società, e la nostra è oggi oggettivamente caratterizzata da fusioni linguistiche e urgenza di empatia.

Secondo: in Italia si parla troppo poco di Trust, e di conseguenza se ne sa ancora meno. Tutt’ora l’istituto sembra maggiormente confinato agli interessi economici della persona, in particolare al diritto patrimoniale in ambito familiare. Per quanto mi riguarda, interessarsi al tema proietta il giurista in una dimensione di scoperta, la ricerca delle origini e dei tratti essenziali e il disegno del funzionamento e dei possibili impieghi permettono di accorciare la forbice connaturata tra diritto e società e rendere al meglio l’uno al servizio dell’altra.

Per tutte questa ragioni, perché non parlarne in riferimento al settore culturale?

Non è proprio di fiducia che si parla da ormai oltre un ventennio per fare rete tra istituzioni e imprese, profit e non profit, pubblico e privato?

Nomen omen, ma non solo. Il trust anche di fatto parrebbe concentrare i grandi temi che gravitano intorno alla governance del settore: tutela, valorizzazione, professionalità, responsabilità.

Sono infatti gli stessi tratti essenziali dell’istituto che ne suggeriscono l’applicazione alla gestione del patrimonio culturale. Si potrebbero in tal modo forse anche superare i legittimi sospetti del legislatore e della giurisprudenza in merito ai possibili profili illeciti della segregazione di un patrimonio personale (vedi le disposizioni legislative e le pronunce della corte suprema in tema di antiriciclaggio).

L’ipotesi di un patrimonio culturale, disposto da un proprietario reale e trasferito a un amministratore professionale con responsabilità di conservazione e valorizzazione a vantaggio di un beneficiario presente e futuro, non sembra lontana dai principi posti dal Codice dei Beni culturali e del Paesaggio, né dall’obiettivo di questo anno Europeo dal Patrimonio Culturale promosso dal Mibact a livello internazionale.

Postilla: il Convengo si è tenuto dalle 15 alle 19 di mercoledì 11 Aprile (qui il programma ) presso Palazzo Boncompagni Corcos, attuale sede del Consiglio Nazionale Forense. Malgrado l’interesse dei partecipanti e i coinvolgenti interventi dei relatori, il momento fisiologico del calo d’attenzione è giustificabile in quattro ore di dissertazione. E bene, bisogna riconoscere agli affreschi dei soffitti della Sala Aurora il merito di aver impedito il sonnecchioso reclinarsi del capo per catalizzare occhi e nasi all’insù in una sana fuga alla fantasia.

Questa una foto rubata con il telefono dalla sottoscritta, come memento mei della bellezza e della fiducia.

 

 

 

 

Fabiana Lanfranconi

 

 

 

Tools For Culture

Tools For Culture

Tools for Culture è un’organizzazione non profit attiva nel campo della ricerca, della consulenza e della formazione per l’economia, il management e le politiche dell’arte e della cultura. Il suo obiettivo è contribuire a estrarre il valore dalle risorse creative e culturali, rafforzando il loro impatto sulla qualità della vita, stimolando la creazione e il consolidamento di un network di professionisti, imprese e competenze, e fornendo assistenza strategica e tecnica in campo culturale.

RELATED ARTICLES

Opera di Bologna e nuovi pubblici

Opera di Bologna e nuovi pubblici

“La cultura è un bene comune primario come l’acqua; i teatri, le biblioteche, i cinema sono come tanti acquedo

LEGGI TUTTO
Freak show o sci-fi movie? L’arte va di moda anche nel 2018

Freak show o sci-fi movie? L’arte va di moda anche nel 2018

“O si è un’opera d’arte o la si indossa”. Oscar Wilde pronunciò uno dei suoi più noti aforismi,

LEGGI TUTTO
Di sassi, Odradek e un nuovo libro

Di sassi, Odradek e un nuovo libro

Era l’estate del 2011 e un’amica, C.V., mi raccontò una storia: era la storia di un sasso che le si fermava fr

LEGGI TUTTO

Lascia un Commento