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Firenze, non solo Rinascimento. La club culture come Accademia 2.0

By 17 Gennaio 2020 No Comments

Sorrido sempre amaramente quando sento parlare di discoteche. L’idea del luogo di perdizione nel quale migliaia di giovani si recano con l’unico scopo di autodistruggersi è, al giorno d’oggi, triste oltre che sbagliata.

La musica elettronica ha già una sua storia, sebbene sia in continua evoluzione. L’arte contemporanea d’altro canto è stata storicizzata: le varie fasi che la caratterizzano hanno come denominatore comune esperimenti volti a rompere con il passato. Utilizzare l’energia elettrica per produrre il suono fa parte di uno di questi processi innovativi che hanno portato a un nuovo linguaggio, non solo artistico, ma anche di lifestyle. Nel secolo scorso i cambiamenti nella vita quotidiana sono stati sconvolgenti tanto da creare un’enorme differenza tra generazioni attigue. La rivoluzione tecnologica verificatasi negli ultimi decenni, ne ha scavato definitivamente  il solco e contemporaneamente ha posto l’accento sul problema. La questione è dunque solo generazionale? Forse. Sembra però che ci siano ancora dei pregiudizi insormontabili nei confronti di questa espressione artistica soprattutto da parte dei media, che cavalcano spesso luoghi-comuni sottolineando fatti di cronaca tragici che non hanno nulla a che fare con la musica; all’inizio degli anni Venti del 2000 questi dovrebbero essere invece già stati ampiamente superati piuttosto che alimentati dall’ignoranza (intesa come mancata conoscenza di un tema). Quest’ultima, insieme alla scelta consapevole di non voler avvicinarsi a qualcosa che suona come pericoloso, rischia non generare mai un punto d’incontro.

L’unica cosa che nella realtà suona è la musica, e in questo caso specifico, la cassa. La creatività e l’energia dei nuovi talenti che usano gli strumenti che questo periodo storico ha messo loro a disposizione, non si ferma. Un esempio è un progetto nato recentemente: la Tenax Academy. Lo storico club fiorentino ha messo a disposizione i suoi spazi per insegnare ai giovani le nuove tecniche di produzione sia musicale che teatrale. Una scuola 2.0 nella quale la discoteca diventa istituto e dà la possibilità di avvicinarsi al clubbing in maniera consapevole e professionale.

Insegnanti della Tenax Academy (Google)

Contemporaneamente, un altro fenomeno che si sta affermando globalmente è quello dei giovani imprenditori che investono sul loro futuro, fondando società che si occupano di organizzazione di eventi. Non si tratta quindi solo di club ma anche di eventi itineranti che regalano ai loro spettatori, serate e festivals che sono delle vere e proprie esperienze. Un caso emblematico, nato anch’esso sul suolo toscano, è il Bright Festival che ha avuto successo sin dalla sua primissima edizione e consiste in una nuova concezione di festival basata sull’innovazione e sull’uso delle tecnologie, ispirata alla rivoluzione digitale e alle sue applicazioni in ambito professionale e artistico.

Bright Festival racchiude in sé attività di formazione e di intrattenimento rivolte sia agli appassionati che a studenti che a professionisti di tutti i settori artistici che utilizzano il digitale, che offrono una panoramica completa sui trend e sugli utilizzi delle moderne strumentazioni. Nel dicembre 2019 Bright Festival ha realizzato un evento di videomapping in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale proiettando spettacolari lavori di 14 artisti digitali sulla facciata della Farnesina a Roma.

Bright Festival, Farnesina, Roma (Google)

Altro esempio nato sempre in territorio fiorentino è il Lattexplus. Selezionando artisti d’avanguardia, l’organizzazione, si occupa di eventi che hanno luogo in posti dall’alta valenza storica-culturale  (ad esempio la Limonaia di Villa Strozzi). Questi giovani imprenditori hanno inoltre fondato una fiera di sintetizzatori modulari il MEEF: numerosi produttori e buyers del settore si incontrano per condividere le nuove tecnologie e fare business. Si è inoltre recentemente conclusa con successo la terza edizione del loro ambizioso progetto: il Lattexplus Festival, due giorni con un ricco programma di djset che hanno visto protagonisti molti talenti, sia nuovi che leggendari, del calibro di Peggy Gou e Laurent Garnier. È inoltre importante sottolineare l’attenzione che gli organizzatori hanno nei confronti della sostenibilità ambientale: la Q1 Arena, dove si è tenuto questo evento, è ispirata al Crystal Palace nel quale si tenne la prima Esposizione Universale del 1851 a Londra e più precisamente a Hyde Park, pensato per essere smontato e quindi non impattante sul territorio.

LattexPlus Festival (Google)

Un’altra realtà meritevole di essere citata è il Tropical Animals. Nato nei piccoli club underground del centro storico fiorentino, il progetto, continua il suo percorso, lungo ormai un decennio, nel Club Twentyone situato in Via de’ Cimatori proprio accanto alla famosa Piazza della Signoria. Il giovedì sera il Tropical Animals è frequento da un pubblico sia locale che internazionale diventando quindi luogo di condivisione culturale. Quest’anno in occasione dell’anniversario si è celebrato il SuperTropicalAnimals nel nuovo spazio della città, la Manifattura Tabacchi, che promuove l’arte contemporanea in una città che è ancora troppo ancorata al suo prezioso patrimonio rinascimentale. L’organizzazione oltre ad offrire la classica serata con musica elettronica, ha selezionato i migliori e iconici momenti di questi primi dieci anni proiettandoli in una mostra fotografica parallela all’evento. Il contributo richiesto all’utenza è stato destinato interamente all’ospedale Meyer di Firenze.

Manifattura Tabacchi, Firenze (Facebook)

Il Club Twentyone dà la possibilità anche ad altre realtà di nicchia di avere luogo come per esempio InDaClubche ha una programmazione incentrata su artisti che suonano musica techno e ha spesso ospitato la storica etichetta discografica DeepPerfect fondata dal maestro Stefano Noferini che da anni porta la musica elettronica italiana nel mondo. Ogni settimana della stagione si dà dunque la possibilità di esplorare diversi generi musicali e diversi modi di vivere la notte.

L’Italia è però ancora aggrappata ad una visione molto arretrata e bigotta dell’intrattenimento in riferimento alla scena del cosiddetto clubbing. In Europa settentrionale la mentalità nei confronti di questo movimento, che esiste da ormai mezzo secolo e che per molti è un vero e proprio stile di vita, è molto più aperta e tratta il fenomeno con il rispetto dovuto: gli eventi, che si svolgano in club o in contesti più grandi come i festival, sono assolutamente legali e organizzati ad hoc in funzione di tutte le conseguenze negative che ogni manifestazione (artistica e non) possa presentare. Troppo spesso – ahinoi! – la cronaca ci racconta ancora di decessi e spiacevoli episodi legati più al proibizionismo che alla presunta scelleratezza di giovani che stanno semplicemente vivendo un’esperienza del nostro tempo, che non può essere fermata, ma solo controllata e rispettata.

In conclusione, bisogna considerare lo sforzo, anche se minimo, da parte delle istituzioni che si stanno lentamente aprendo e spogliandosi del pregiudizio comune sul mondo dell’elettronica e della notte, ma di certo il percorso è ancora molto lungo. Mi auguro che presto, tutti, anche i più scettici, possano aprirsi alle nuove proposte prendendo più seriamente i giovani che si vorrebbero avvicinare a questo mondo e gli artisti che popolano la scena della club culture.

Giulia Mancinelli

 

 

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