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Ibridazioni creative: musica collettiva in tempi di clausura

By 11 Giugno 2020 No Comments

Remote_min/exp è un collettivo nato a marzo 2020 dall’esigenza di produrre e condividere musica durante il periodo di distanziamento sociale.

Un gruppo di musicisti e amici ha iniziato a scambiarsi files con l’idea di creare musica a distanza in modo randomico e collettivo. In pochi giorni è uscito in sordina Vol_1, una raccolta di 7 brani suonati a più mani, registrati, mixati e masterizzati in casa.

A maggio il collettivo ha iniziato a lavorare, con le stesse modalità e coinvolgendo sempre nuovi artisti, al Vol_2 (in uscita in anteprima sulla webzine Radioaktiv il 17 giugno e sul loro canale Bandcamp il 22 giugno). il collettivo produce musica di gruppo ma senza crediti espliciti: per ogni Volume si conoscono i nomi dei musicisti che vi hanno partecipato, ma senza specificare chi ha suonato cosa e dove. Ogni artista invia il proprio contributo ed è poi il collettivo a smistare il materiale tra i partecipanti, in modo tale che nessuno sappia fino alla fine che direzione abbia preso la composizione e come il proprio linguaggio si sia integrato con quello degli altri.

A proposito di questa esperienza Remote/min_exp scrive:

Lenfer, c’est les autres, sosteneva il compagno di Simone De Beauvoir.

Molti di noi in questo periodo hanno imparato o si sono ricordati di come la solitudine possa offrirci una lente per meglio focalizzare la globalizzazione con il suo grottesco e fitto sistema di relazioni e bisogni indotti, una lente che ci ha fatto intravedere oltre il neoliberismo – così assodato nelle nostre vite solitamente frenetiche, una lente per farci scorgere nella sua nudità questa fragile e arrogante cultura antropocentrica ancora così medioevo 2.0

Inoltre al mondo si parlano quasi otto miliardi di lingue diverse.

Eppure quasi tutti sentono l’esigenza di comunicare l’un l’altro. Forse restare in compagnia delle nostre solitudini potrebbe offrire una chiave di lettura di questa società? …se alla fine non fossimo che solitudini vicine tra loro? “Condivisione”, termine brutalizzato dalle nuove abitudini comunicative, è di una importanza straordinaria. A ripeterlo si è perso il suo significato, come succede per tutte le parole ripetute a vanvera. Eppure condividere le proprie solitudini – con consapevolezza – potrebbe offrirci una terza via. Una via alternativa da una parte alla socialità bulimica e debitrice del fordismo, una socialità per privilegiati, ma comunque in catena di (s)montaggio (e agli animali negli allevamenti va molto peggio), dall’altra al solipsismo velenoso in cui a volte ci rintaniamo esausti (fisicamente e mentalmente).

Quanti di noi da ragazzini, magari nella passata era analogica, hanno prima messo su “la band” e solo in un secondo momento hanno comprato una chitarra e imparato a fare Smells like teen spirit sul mi cantino? Remote/min_exp risponde – seppure in modo ironicamente distopico – a questa attitude. Risponde all’esigenza di suonare per voler suonare con altri. Suonare fisicamente soli in casa ma almeno digitalmente e strettamente connessi e comunicanti.

Pink Moon o Richard D. James Album, per citare i primi che vengono in mente, sono tra le più straordinarie pietre miliari della popular music, nessuno mette in discussione la potenzialità di produrre musica in modo ermafrodita, ma Remote/min_exp si occupa di un’altra attitudine, vuole indagare un diverso tipo di produzione creativa, basata sulla rielaborazione (anche istintiva e caotica) di stimoli esterni, filtrati dalla distanza fisica. Segnali digitali da fonti analogiche.

Remote_min/exp è in continuo divenire ed espansione. Fino ad ora ha goduto dei contributi di Ich.Bin.Bob, Cadori, MarioGuida, RegRogOig, FedericoEterno,  e poi componenti da Earthset, Procrastinators, CaniDeiPortici, Markaiten, SamuraiRanch, SørenLarsen…

Cavalcando l’immaginario epidemiologico e di clausura in cui siamo ancora immersi, possiamo dire di essere eticamente molto vicini alla Peste di Camus, ed esistenzialmente al Deserto di Buzzati… ma esteticamente sentiamo più affinità con gli eccessi della Cecità di Saramago e del Condominio di Ballard.

Ci vanno bene i suoni sbagliati, gli arrangiamenti improbabili, il beat sbilenco, l’utilizzo improprio degli strumenti e un po’ di tamarrizia fuoriluogo. Chiudiamo un orecchio su una traccia che clippa qua e là o un synth che va in over verso la fine…

Registriamo, mixiamo e masterizziamo nelle nostre case, il nostro suono è far di vizio virtù e i nostri vizi alimentano le nostre virtù. Vogliamo fare tanto e non per forza benissimo. Siamo consapevoli che la nostra musica non sia straordinaria ma dobbiamo sedare l’esigenza di fare musica e di farla insieme ad altri.

Non sempre riascoltando la nostra musica sappiamo darci dei perché, spesso risulta incoerente anche a noi che l’abbiamo prodotta…  ma non facciamo autocritica e non ci preoccupiamo di saturare ulteriormente un ambiente già abbastanza carico di musica superflua.

Crediamo nella produzione e nella diffusione di cultura dal basso, nel d.i.y. nel copyleft, nel i.d.m e nel noise. Sosteniamo l’aggregazione amicale, lo spontaneismo, la disorganizzazione. Pensiamo che l’arte indipendente possa contrastare la massificazione e i conformismi dilaganti.

god save wetransfer!

these (drum)machines defeat fascists!!!

Remote_min/exp


youtube

youtube.com/channel/UCrMKiLsefaEozUlLr0QdegA

Bandcamp
https://remoteminexp.bandcamp.com/releases

 

CultureFuture

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