Quando la cultura dialoga con il territorio la comunità vince

Sinergie culturali tra comunità e territorio per la riappropriazione degli spazi URB-UMani.

Quando la cultura dialoga con il territorio la comunità vince

 

“Io sono dell’opinione che la mia vita appartenga alla comunità, e fintanto che vivo è un mio
privilegio fare per essa tutto quello che mi è possibile.” George Bernard Shaw

Quando la cultura è veicolo di “riqualificazione urbana”, accadono piccoli miracoli. In Italia, negli ultimi anni si sono  fatti largo esempi virtuosi di riappropriazione dal basso, occasioni di condivisione e community building supportati dall’affetto dei cittadini che mettono in discussione lo status quo socio-politico. Ne è un esempio il cinema  PostModernissimo, riportato alla vita da quattro ragazzi con la voglia di restituire al centro storico di Perugia il suo antico cinema. Una volta fondata, la cooperativa Anonima impresa sociale ha subito dato il via ad una campagna di crowdfunding puntando sulla memoria emotiva dei perugini, da sempre affezionati alla vecchia sala cinematografica. Grazie anche ai finanziamenti europei e ad un mutuo bancario, il PostModernissimo ha riaperto, ma con un nuovo spirito: quello di riappropriarsi di uno spazio dimenticato e creare un’opportunità di confronto e condivisione. L’impresa dei quattro ragazzi di Perugia rappresenta un modello a livello europeo per un settore in crisi minacciato dalle dinamiche dei multisala. Ma non solo. Il PostModernissimo ha fatto da catalizzatore sociale, rianimando un quartiere che da abbandonato ha visto rinascere attività commerciali, laboratori ed associazioni, diventando un punto di riferimento della città.

Sui muri del rione Sanità, nel cuore di Napoli, gridano le opere di street art. L’associazione senza fini di lucro “Fazzoletto di perle”, nata nel 2009, ha realizzato un progetto col patrocinio dell’Assessorato comunale alle Politiche urbane, dal nome evocativo quanto simbolico: “ Luce ”. In un quartiere su cui si abbattono spesso le ombre della  criminalità organizzata, c’è una luce di speranza a cui contribuiscono non solo artisti come il pittore napoletano  Tommaso Ottieri e l’argentino Francisco Bosoletti, ma l’intero quartiere. Attraverso un progetto di “arte partecipata”, fatto di workshop e laboratori con i ragazzi del rione, l’artista Tono Cruz ha dipinto sulla facciata del palazzo di  Piazza Sanità un faro dalla pittura bianca a fare da luce proprio ai volti dei ragazzi coinvolti nel progetto. Sulle pareti esterne della Basilica di Santa Maria della Sanità, con il patrocinio del parroco Antonio Loffredo, campeggiano le opere di Bosoletti e Ottieri, bandiere dell’arte a dimostrazione di una resistenza attiva.

A Milano , invece, il collettivo Macao sta lottando per sopravvivere, provando a coinvolgere l’intera comunità. Macao nasce nel 2012 dall’occupazione di un grattacielo vuoto vicino la stazione centrale di Milano, la Torre Galfa, una volta sgomberata è toccato a Palazzo Citterio ed infine all’ex Borsa del macello in viale Molise, l’attuale sede. Sale prova,  caffè, officine, una rivista e sede di eventi da concerti a laboratori.. un’offerta culturale unica. L’azienda che possiede lo spazio, la Sogemi, ha però sollecitato lo sgombero per poter vendere la palazzina. Il collettivo ha allora proposto di acquistarne la proprietà sovvertendo solo apparentemente la logica occupazione-sgombero. Sul modello del Mietshäuser Syndikat di Berlino , infatti, si tratterebbe di creare un srl per l’acquisizione collettiva della proprietà occupata, con vincolo di acquisto secondo cui il bene non sarà più vendibile, al fine di sottrarlo al profitto e alla speculazione commerciale. Le trattative con il comune di Milano sono aperte, il timore è che questi proponga l’occupazione di un altro posto. In quel caso la decisione sarà collettiva, ma l’obiettivo di Macao è più profondo: incidere sulla normativa recuperando spazi abbandonati dalle istituzioni significa farsi promotore di un rinnovamento non solo urbano ma anche e soprattutto politico secondo cui diventerebbe legale un modello urbano inclusivo e sostenibile.

 

Maddalena Carmosino

Tools For Culture

Tools For Culture

Tools for Culture è un’organizzazione non profit attiva nel campo della ricerca, della consulenza e della formazione per l’economia, il management e le politiche dell’arte e della cultura. Il suo obiettivo è contribuire a estrarre il valore dalle risorse creative e culturali, rafforzando il loro impatto sulla qualità della vita, stimolando la creazione e il consolidamento di un network di professionisti, imprese e competenze, e fornendo assistenza strategica e tecnica in campo culturale.

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