Penzo + Fiore ospiti nella Vetrina di Via del Consolato: IMPERO come metafora del Made in Italy

Penzo + Fiore ospiti nella Vetrina di Via del Consolato: IMPERO come metafora del Made in Italy

 

Impero è un’installazione aerea dove l’oggetto ready-made vede la propria funzione
posta in secondo piano rispetto al lavoro paziente e manuale degli artisti, che ne
impreziosiscono la forma. L’opera diventa così una stratificazione di tradizioni che
offrono lo spunto per un ragionamento sul presente. (Alice Bortolazzo)

 

C’è una Vetrina a Roma, in Via del Consolato 12, pieno centro storico, in cui l’arte indipendente, apparentemente silenziosa e appartata, anima uno spazio piccolo ma efficace. Si legge nel sito web dedicato che “Lo spazio, ridotto al raggio critico di visione di una vetrina, si nega alla partecipazione e al coinvolgimento, non prevede alcuna convocazione festiva, solo avventori feriali, non ricerca alcun legame, prescinde dalle relazioni, per certi versi non ritiene più possibile generare ancora rapporti con un pubblico”.

Il passante stanco, distratto, curioso, insonne, turista, può avere un rapporto visivo con la superficie limpida di questo gioco fatto di piccoli inviti, carezze e sospiri, in cui l’arte indipendente si affaccia sulla strada, un po’ come la finestra di Leon Battista Alberti si affacciava sul Mondo.

Una Vetrina aperta 24 ore su 24 che non chiede nulla ed ha qualcosa da offrire: nata da un’idea di Gianni e Giuseppe Garrera e di Carlo Pratis nel 2013,  è un progetto in continuo divenire che ospita un’esposizione a settimana. È qui che nel 2016 nasce una partnership con la Fondazione MAXXI: alcune delle manifestazioni di artisti che appartengono alla rassegna di mostre di THE INDEPENDENT hanno luogo proprio in questo spazio, ospitando un “progetto di ricerca incentrato sull’identificazione e promozione degli spazi e del pensiero indipendente”. Un luogo di esplorazione di artisti, poeti, scrittori, in cui nulla è vietato e nulla è totalmente permesso ma tutto viene messo continuamente in discussione.

Una Vetrina questa volta si spinge verso la tradizione ed ospita l’esposizione IMPERO. Allevamento di tiranni. Verifica del potere contro i traditori, l’arte dii apparato e l’ubbidienza all’ordine costituito, a cura della giovane curatrice Alice Bortolazzo, che ha voluto l’intervento di un duo di artisti fortemente legati alle tradizioni sì, ma in cerca di un continuo dialogo con queste ultime. Penzo + Fiore sono di origine veneta e hanno deciso di lavorare con il materiale che più di tutti rappresenta la loro terra, Murano, con l’intervento mediatore della contemporaneità. È così che da martedì 26 giugno a martedì 3 luglio è possibile osservare nello spazio di Via del Consolato un lampadario di vetro, ready made al quale è stato applicato manualmente un fregio, realizzato dagli artisti, con la tecnica muranese dell’insetato.

Una tecnica tradizionale, di lunga data, che oggi tende a scomparire perché eccessivamente “artigianale” e dunque “lenta” per i tempi ai quali l’isola è oramai abituata. Negli anni dello Slow Food e del del Made in Italy di massa, in cui il brand Italia oltrepassa i confini come non mai, l’isola veneziana si trova costretta a raggiungere dei compromessi: tecniche più moderne in favore di quelle classiche per l’accelerazione della produzione, destinata ad un pubblico avido di feticci da consacrare. Un prezzo da pagare in favore della modernità e del progresso, cercando di abbracciare sempre quei capisaldi della tradizione italica di artigianato e composizione artistica, in cui l’arte e la creatività si mescolano infinitamente nella ricerca del prodotto finito e perfetto.

Un ricatto al quale più o meno tutti si trovano a sottostare, una riflessione sull’uomo e sui rapporti di potere, in cui il lampadario di cristallo, Impero, rimanda subito ad un’upper class di stampo mitteleuropeo, un’idea di potere antico e totalitario che forse oggi non è più tangibile ma che evoca un concetto ben preciso nelle nostre menti.

 

 

Eleonora Rebiscini

Tools For Culture

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