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Riscriviamo lo spartito, estendiamo la rappresentanza delle donne nella musica classica

Fra i molti campi della vita e della cultura contemporanea nei quali la rappresentanza femminile si sposta verso l’equità, la musica classica fa progressi. Ce n’è una buona opportunità, dal momento che la musica classica è stata costruita per secoli da lavori composti, eseguiti e curati da maschi.

La rappresentanza femminile è cresciuta notevolmente tra gli orchestrali, specialmente con la crescita del numero di istituzioni che adottano come pratica normale le audizioni ‘cieche’ – chiudendo una tenda fra candidati e commissioni. Secondo la Lega delle Orchestre Americane la percentuale di orchestrali donne è cresciuta dal 38.2% (1978) e quasi il 50% (2018). Ricercatori ed esperti sono tutti d’accordo che la crescita è stata generata dalle audizioni ‘cieche’ (lo dimostra questo studio del National Bureau of Economic Research). Bel risultato, ma tuttora c’è un forte divario tra uomini e donne in termini di remunerazione.

Meno equilibrata la partecipazione musicale in termini di direttori e compositori, per quanto le statistiche di Bachtrack osservino che decisamente più compositrici sono state eseguite nel 2018 in confronto agli anni precedenti. Le stesse statistiche mostrano che solo 5 delle prime 100 compositrici, e due delle prime 100 compositrici sono donne. The Guardian cita una ricerca secondo cui solo il 2% dei lavori eseguiti dalle orchestre più importanti del mondo nel corso di questa stagione sono stati composti da donne, e che il 95% dei concerti prevedeva soltanto musica di compositori maschi. I dati della Lega delle Orchestre Americane mostrano che – nel 2918 come nel 2006 – la percentuale delle direttrici musicali è ferma al 9% del totale. C’è tuttavia una recente ondata di direttrici d’orchestra, specialmente negli Stati Uniti.

La American Youth Symphony (AYS) ha accolto donne fin dalla sua fondazione nel 1964, tempi nei quali molte orchestre e scuole musicali non erano così inclusive. La missione della AYS è “ispirare il futuro della musica classica”. Nel quadro dell’avanzamento del dialogo sulla rappresentanza femminile nella musica classica AYS ha battezzato la stagione 2018/19 “Anno della Donna”.

Questa stagione prevede due concerti del tutto dedicati a enfatizzare il talento delle donne in musica classica, e sui nove concerti che formano la stagione otto sono incentrati su una donna in posizione di leadership: compositrice, artista ospite, programmatrice. L’unica eccezione è il concerto annuale “Hollywood Project”, nel quale l’orchestra esegue dal vivo la colonna sonora di un film: questa volta “I Predatori dell’Arca Perduta”.

La American Youth Symphony basa le proprie selezioni dei musicisti soltanto sul merito e sulla capacità artistica, adottando le audizioni ‘cieche’. Nella stagione 2018/19 della AYS 45% dei professori è femminile, così come il 52% delle prime parti. A confronto, come rileva Quartz, nelle orchestre più importanti solo 31 % dei musicisti, e solo 21% delle prime parti, è femminile. Oltre agli esecutori, AYS offre di norma tre posizioni dirigenziali, che nella stagione in corso sono ricoperte da donne: il primo violino, il manager dell’orchestra e il ‘musicista cittadino’ che rappresenta il raccordo tra l’orchestra e la comunità urbana. Vale la pena notare che le quattro posizioni a tempo pieno della AYS sono tenute da donne, me inclusa come Direttore Esecutivo.

Il concerto del 23 febbraio è stato la chiave di volta dell’Anno della Donna, sponsorizzato da Ms Magazine e dalla Feminist Majority Foundation; è stata eseguita musica scritta da donne: Lera Auerbach, Jennifer Higdon, e Susan Botti che ha suonato dal vivo come artista ospite dell’orchestra. Il concerto è stato preceduta da una conversazione sulla rappresentanza femminile nella musica classica, mettendo a fuoco il valore delle compositrici; sono intervenute la compositrice Susan Botti e Kathryn Spillar, direttrice esecutiva della Feminist Majority Foundation e curatrice esecutiva di Ms Magazine, insieme al direttore musicale della AYS, Carlos Izcaray. Concerto e conversazione gratuiti e aperti al pubblico.

La conversazione che ha introdotto il concerto è stato il primo di una serie di eventi chiamati “AYS Amplifica”, un impegno volto ad amplificare la voce di persone che svolgono un lavoro importante nella comunità della musica classica. AYS non è l’unica organizzazione che si muove in direzione dell’eguaglianza di genere; ce ne sono altre che fanno un lavoro incredibile e noi siamo ben felici di offrire la nostra piattaforma per condividere il loro sforzo. Abbiamo cominciato a ospitare persone e programmi che sostengono le donne a tutti i livelli della loro carriera nel nuovo AYS Amplifies blog, e accogliamo suggerimenti per ulteriori interventi da segnalare all’indirizzo: amplify@aysymphony.org.

Sul piano personale, non potrei essere più emozionata di fare parte di AYS, dove ho cominciato a lavorare proprio nel corso dell’Anno della Donna. Sono stata presentata come nuova Direttrice Esecutiva in occasione del primo concerto della stagione, ho incontrato il Maestro Izcaray per la prima volta al ricevimento che ha seguito il concerto. Dopo pochi minuti di conversazione gli ho detto a cuor leggero: “Speriamo che ogni anno dopo questo non torni a essere l’Anno dell’Uomo!”; avrebbe potuto farsi una risata, ma in tutta onestà mi ha risposto condividendo le sue idee in favore di una più avanzata eguaglianza di genere nel nostro campo.

È una bella – e umile – responsabilità poter esercitare un’influenza sulle generazioni future di musicisti e di spettatori grazie ai nostri programmi. Chi ha suonato in AYS oggi lavora in orchestre attiva tanto negli Stati Uniti quanto all’estero, così possiamo estendere la nostra influenza in modo ampio. I temi cambieranno stagione dopo stagione ma noi siamo impegnati, in ogni caso, a “ispirare il futuro della musica classica” verso un futuro più equo.

 

 

Tara Aesquivel

Tools For Culture

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Tools for Culture è un’organizzazione non profit attiva nel campo della ricerca, della consulenza e della formazione per l’economia, il management e le politiche dell’arte e della cultura. Il suo obiettivo è contribuire a estrarre il valore dalle risorse creative e culturali, rafforzando il loro impatto sulla qualità della vita, stimolando la creazione e il consolidamento di un network di professionisti, imprese e competenze, e fornendo assistenza strategica e tecnica in campo culturale.

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