Social innovation e pratiche di riuso applicate al mondo culturale

Il progetto Art for Fun(d) approda con ReBOrn al Teatro Comunale di Bologna.

Social innovation e pratiche di riuso applicate al mondo culturale

«Social innovation e pratiche di riuso applicate al mondo culturale»: Facile a dirsi – e anche molto affascinante – ben più difficile da attuare. E dire che in molti settori tutto ciò che contempla il riciclo e l’economia circolare in generale è quasi osannato.

Anche solo declinare il concetto non è scontato, soprattutto in un contesto come quello delle realtà culturali, dove se non si è artisti blasonati, le pratiche di riciclo soffrono ancora un collegamento, se non identificazione, con il “brutto”, con l’hobbistica, con qualche cosa che comunque si rifugge.

L’innovazione in ambito culturale è ancora molto legata al contenuto, che viene espresso attraverso produzioni, messe in scena, mostre, etc. Molto meno, seppure con eccezioni virtuose, attraverso nuove prassi.

Oltre i contenuti, cosa si produce nello specifico per le produzioni culturali? Scenografie di spettacoli teatrali o di performance, oggetti d’arte, decorazioni, costumi e altro materiale che, una volta esaurito il ciclo di rappresentazione, anche se di intrinseco valore estetico, è spesso destinato all’oblio, poiché rappresenta soltanto un “ingombro”.

Tutto questo ha un costo. Certo, in termini di sforzo artistico ma anche di risorse e materiali impiegati. Il risultato si misura secondo parametri di bellezza, emozione, urgenza, coinvolgimento. Purtroppo non tutti fanno rima con ottimizzazione o sostenibilità.

Ci piacerebbe che tutto questo fosse il passato, che oggi molti snodi nelle produzioni si fossero evoluti, che l’opposizione frontale tra approccio economico e prospettiva artistica –  perpetrata all’insaputa degli spettatori – fosse ormai un ricordo e che si sia creata una base di innovazioni di processo comuni.

Si procede per esperimenti, con più domande che risposte.

Uno di questi è il progetto ART FOR FUN(D), che promuove la “bellezza messa in circolo” . Per crearne altra, per amplificarne i tanti aspetti del valore.

A Bologna, il 29 settembre, un’Istituzione prestigiosa come il Teatro Comunale d’Opera “scenderà in piazza” con un progetto che si chiama Opera ReBOrn, che declina un format che è anche microcosmo di innovazioni: grazie all’apertura del Teatro e alla curiosità di innovare anche l’offerta al pubblico, i pezzi d’autore, i tesori nascosti che giacciono inutilizzati nei magazzini, torneranno a nuova vita.

Si potranno toccare con mano i processi che stanno dietro alle produzioni culturali, ci si potrà addentrare nei retroscena degli spettacoli amati e acquistarne l’unicità.

Opera ReBOrn è il secondo esperimento del format di fundraising ART FOR FUN(D) (la “prima” è stata al Teatro Regio di Torino), e rappresenta, in una visione per certi versi poetica – ma non troppo – la coincidenza fra il piacere dell’andare per mercatini e la necessità di trovare nuove forme di sostentamento per rendere possibili nuovi progetti o azioni di impatto sociale. Infatti questa prassi consente di finanziare nuovi progetti, in questo caso il rifacimento del portico del teatro, restituendolo alla città.

Così, presto, i bolognesi potranno partecipare a un’inedita mostra mercato di opere uniche provenienti dai magazzini, e avere così la possibilità di “portarsi a casa” autentici pezzi di storia della programmazione del loro teatro.

Basata sul riutilizzo virtuoso delle giacenze inutilizzate delle produzioni culturali, sui valori dell’economia circolare e della second hand applicati al mondo culturale, questa rinascita delle opere “dormienti” sarà capace di far brillare gli occhi non solo agli appassionati dell’opera, ma anche ai collezionisti in cerca di rarità o agli amanti di arredi originali, oggetti d’autore esclusivi e finora introvabili.

Quando si cercano le radici della parola creatività si incontra spesso il concetto di innovazione: il pensiero creativo apre a nuove prospettive e “si pone al servizio” dei cambiamenti come trasversalità di visione, diversa combinazione di ciò che è già esistente, spesso solo da riscoprire.

Saranno i bauli nascosti a rivelarci innovazioni possibili?

 

 

Silvia Murruzzu

Tools For Culture

Tools For Culture

Tools for Culture è un’organizzazione non profit attiva nel campo della ricerca, della consulenza e della formazione per l’economia, il management e le politiche dell’arte e della cultura. Il suo obiettivo è contribuire a estrarre il valore dalle risorse creative e culturali, rafforzando il loro impatto sulla qualità della vita, stimolando la creazione e il consolidamento di un network di professionisti, imprese e competenze, e fornendo assistenza strategica e tecnica in campo culturale.

RELATED ARTICLES

Metti una sera al cinema – anzi, all’opera

Metti una sera al cinema – anzi, all’opera

Zu Hilfe! Zu Hilfe! (Aiuto! Aiuto!). Un giovane corre affannato in una foresta buia, inseguito da un mostro prodigi

LEGGI TUTTO
Oltre l’architettura

Oltre l’architettura

Nella vita ci sono decisioni che vanno prese in momenti del tutto sbagliati: scegliere una carriera all’età di 1

LEGGI TUTTO
Parliamo di politica per la cultura?

Parliamo di politica per la cultura?

In un periodo segnato dal nervosismo e dal conflitto un po’ di ragionevolezza pacata può aiutare. Quello che chi

LEGGI TUTTO

Lascia un Commento