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Sulle origini della Sicilia. Attraverso i siti UNESCO tra mito e storia del sub-continente

La condizione sub-continentale della Sicilia indaga una serie di fatti, miti leggendari ed eventi storici, varietà di territori e di scenari, peculiarità artistiche e naturalistiche, che stabiliscono una specifica identità, la quale si distacca dal contesto generale e definisce l’essenza del termine: luogo come situazione di isolamento anche spirituale: “essere, trovarsi, sentirsi in un’isola, un’isola per se stessi”.

 

“Io sono nato in Sicilia e lì l’uomo nasce isola nell’isola e rimane tale fino alla morte, anche vivendo lontano dall’aspra terra natìa circondata dal mare immenso e geloso” – Luigi Pirandello

 

L’area di un continente è caratterizzata per definizione da tratti fisici, geologici ed etnici peculiari ed omogenei. La Sicilia sorge al centro del mare di Ulisse e possiede le caratteristiche per costituire un sistema proprio, estrapolato dal contesto generale più ampio a cui appartiene; per questi motivi, non è semplicemente uno spazio geografico molto esteso ed isolato, a cui si ricollegano agglomerati di isole minori, ma è soprattutto contenitore di culture, storia e miti, che la rendono un subcontinente a tutti gli effetti.

 

“Perché l’isola? Perché è il punto dove io mi isolo, dove sono solo: è un punto separato dal resto del mondo, non perché lo sia in realtà, ma perché nel mio stato d’animo posso separarmene” – Giuseppe Ungaretti

 

Già dagli antichi popoli ellenici, grazie anche alla feracità e alla ricchezza culturale, l’Isola del Sole era un’area subcontinentale. Sin dai tempi di Esiodo, orde di letterati dibattevano su quale fosse l’origine della Sicilia: vicinissima al continente europeo e separata da questo solo attraverso uno stretto e pericolosissimo braccio di mare.

I miti, intrecciati alla storia, sono vari e molteplici e definiscono uno scenario leggendario sull’origine dei luoghi e dei loro protagonisti. Tra gli storici che si sono occupati di narrare delle origini della Sicilia, Diodoro Siculo ha prestato particolare attenzione: questi tramanda che si tratta di una “terra ferma, continentale, a forma di isola”, divenuta tale a causa della forza corrosiva del mare che agì sulla sezione più debole (quella dello Stretto di Messina); probabilmente formatasi a causa dei numerosi fenomeni sismici abbattuti da Poseidone, che ne causarono la frattura dal continente; anche le gesta di Orione furono responsabili della formazione dell’isola: il gigante, figlio di Poseidone e architetto degli dei, era solito dimorare sulla spiaggia di Capo Peloro da dove progettò i paesaggi siculi. Una celebre leggenda, sulle origini del nome, narra che la Principessa Sicilia, in fuga dal Libano, inseguita da un terribile mostro di nome Levante, naufragò sull’isola del Mar Mediterraneo; ivi incontrò Eolo, custode dei venti per volere di Zeus, un bellissimo ragazzo che la accolse con estrema gentilezza. La principessa si innamorò immediatamente del territorio che la circondava, si stanziò sull’isola, a cui donò il proprio nome, e accolse la proposta del giovane dalla cui unione nacque il popolo siciliano.

Figlia degli Dei e dei popoli che l’hanno conquistata, la Sicilia è un’affascinante scoperta. Una regione sorprendente per i luoghi incantati, le espressioni artistiche, la densità del patrimonio storico e archeologico e per la custodia delle culture. Ricca delle tracce degli antichi abitanti, ospita una moltitudine di monumenti eretti per culti religiosi e sfarzo artistico. Molti monumenti oggi costituiscono siti che sono patrimonio mondiale per l’umanità.

 

L’Italia senza la Sicilia, non lascia nello spirito immagine alcuna. È in Sicilia che si trova la chiave di tutto” J. W. Goethe

 

Si dice che per conoscere veramente la Sicilia il visitatore debba dedicare almeno tre mesi. Questi sarebbero bastevoli per capirne la storia complessa delle civiltà stratificatesi nei millenni passati e la varietà di paesaggi, luoghi montani, dell’entroterra, lunghissime coste sabbiose o rocciose a picco sul mare.

La condizione di isolamento ha influito moltissimo sulla capacità di sragionare, citando Pirandello, la costrizione infatti alimenta l’immaginazione. Immaginiamo allora di intraprendere un viaggio attraverso i sette siti materiali UNESCO riconosciuti in Sicilia. Attraversato lo Stretto di Messina, decidiamo di dirigerci verso Sud – primo bagno a mare nello spettacolo delle correnti. Poco dopo sarà possibile scorgere la magnificenza dell’Etna: il vulcano, per l’immenso valore scientifico che permette studi continui in quanto il più antico d’Europa, mostra uno scenario unico da mirare per la candida neve nella stagione fredda e il nero della cenere lavica e delle rocce magmatiche che si scorgono nelle altre stagioni, insieme con il rosso delle eruzioni vulcaniche. Secondo la leggenda, il monte non è altro che il “luogo” del viso del gigante Tifeo che, ancora intrappolato a sostenere l’isola, non smette di sputare fuoco e fiamme – un’escursione, in inverno è possibile anche sciare. Proseguendo verso Sud, si incontra il sito di Siracusa, le cui gloriose origini discendono dalla splendida isola di Ortigia, esempio di urbanistica, e la necropoli rupestri di Pantalica, poeticamente identificata come l’antichissima Hybla (uno dei più importanti luoghi preistorici nazionali) – molto suggestivo il paesaggio naturalistico, un tuffo a mare. Il percorso adesso si immerge letteralmente nella Val di Noto, colpita del grave terremoto del 1693, che era stato predetto da Sant’Agata. Questi luoghi, che come la “fenice che risorge dalle proprie ceneri”, dimostrano una forte capacità resiliente altresì dando vita a una delle espressioni architettoniche e artistiche più seducenti del millennio scorso: il barocco – una lunga passeggiata, storica, qualche sosta a mare durante gli spostamenti. Non solo la costa, ma anche i luoghi dell’entroterra sono densi di cultura; a Piazza Armerina, ombelico della Sicilia, sorge Casale Romano, una villa in cui splendono ancora gli antichi mosaici perfettamente conservati, sede di studi archeologici sempre attuali –una passeggiata tra i campi di grano, gli agrumeti e gli uliveti. La Sicilia sud-occidentale è caratterizzata dalla presenza di un ulteriore e molto ampio sito UNESCO ben mantenutosi, la Valle dei Templi. Esso comprende una vasta area archeologica che dimora su uno sconfinato terreno limitrofo la città moderna. E’ possibile percorrere una visita attraverso le testimonianze ben tangibili degli antichi fasti del periodo classico – un momento di contemplazione all’ombra di un ulivo. Dopo la visita alle ricchezze di Agrigento il viaggio prosegue a nord, verso Palermo, attraversando ancora una volta l’entroterra siciliano. Il capoluogo di regione è stato nominato sito UNESCO per via dei possenti edifici come il Palazzo Reale, la Cappella Palatina, la Cattedrale di Palermo, La Zisa, Le chiese della Martorana, di San Giovanni degli Eremiti, di San Cataldo e il Ponte dell’Ammiraglio e le Cattedrali arabo-normanne di Cefalù e Monreale, esempi di sublime fusione tra culto religioso ed espressione artistica – un tuffo al mare. Infine, il viaggio si conclude con la scoperta delle Isole Eolie, i cui paesaggi allietano l’anima. Un arcipelago di origine vulcanica situato nel Mar Tirreno a nord della costa siciliana. Vulcano (in attività vulcanica), Lipari, Salina, Panarea, Stromboli (in attività vulcanica), Filicudi e Alicudi sono sette magnifiche identità così diverse l’una dall’altra, accumunate dagli scenari mozzafiato. Il nome, facilmente desumibile, deriva da Eolo, re dei venti già citato, in quanto la leggenda narra che questi era solito dimorare sulle Isole grazie alle quali ubicazioni facilmente controllava le brezze – mare, mare, mare. Alla fine del viaggio saremo pervasi da una sensazione di appagamento tale data dalla pienezza delle esperienze condotte.

La condizione di insularità di ogni siciliano, cui non perde occasione per vantarsene, è una suggestione dell’anima. Essa non si limita ai confini geografici, ma al bagaglio di ricchezze che contiene. L’insieme di tutte le ricchezze, culturali, naturalistiche, monumentali, della Sicilia rappresenta un patrimonio straordinario da proteggere e valorizzare per essere donato alle generazioni future, affinché possano goderne un’adeguata conoscenza e meravigliarsi esattamente come facciamo noi adesso.

 

“Per un futuro strategico per la regione Sicilia bisogna basarsi sui beni culturali e dunque sul turismo. Le aree archeologiche e i musei devono acquisire standard europei, diventando luoghi frequentati ripetutamente, per divertirsi in senso ameno, elementi sentiti da tutti come itinerari quasi quotidiani. L’offerta archeologica siciliana deve divenire appetibile tramite la comunicazione e l’adeguamento a standard internazionali dei beni, come un immenso parco archeologico” – Sebastiano Tusa

 

 

Dora Bellamacina

Tools For Culture

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