Trame Sonore – Mantova Chamber Music Festival

Un nuovo modo di ascoltare la Classica riconquistando la città e il suo patrimonio.

Trame Sonore – Mantova Chamber Music Festival

È ormai trascorso un mese dalla chiusura della VI edizione di Trame Sonore, il Mantova Chamber Music Festival. Se è proprio dalla bellezza che il mondo sarà salvato, dopo esserci stati non potrete che prendere per vera la celebre massima di Dostoevskij. Gli ingredienti principali di questo Festival, infatti, sono la musica, esecutori di fama internazionale, le stanze e gli ambienti più belli e artisticamente significativi di Mantova (non a caso città patrimonio dell’umanità Unesco).

Fin dal 2013, suo primo anno di vita, il Mantova Chamber Music Festival è stato votato alla valorizzazione del patrimonio architettonico storico-culturale della stessa città. Ma il suo anno zero, il 2012, coincide con il terremoto dell’Emilia che riportò ingenti danni anche alla città gonzaghesca (due esempi su tutti: la lanterna della Basilica di Santa Barbara crollò e la Camera degli Sposi dipinta dal Mantegna venne riaperta al pubblico solo nel 2015 dopo una lunga opera di restauro).

L’organismo promotore del festival, l’Orchestra da Camera di Mantova, organizzò una raccolta di fondi attraverso una serie di concerti per il restauro degli edifici danneggiati dal sisma, ma questa volta il formato della musica sarebbe stato completamente diverso.

Per riportare l’attenzione sul patrimonio artistico di Mantova, vennero distribuiti per la città i musicisti dell’orchestra in piccole compagini.

La collocazione “spot” non consentiva di avere un grande numero di musicisti né di eseguire brani molto lunghi, in più la necessità di avere poche spese per raccogliere maggiori fondi fece sì che non venissero stampati nemmeno i programmi di sala. Questo nuovo formato di “musica in pillole” iniziò subito ad attrarre curiosi, turisti e appassionati di musica e a riattivare il circolo del turismo culturale che, a causa dei danni del sisma, si era notevolmente ridotto.

Dal grande successo di pubblico nacque una riflessione da parte del direttore artistico, il Maestro Carlo Fabiano, “È  impressionante vedere come la gente abbia voglia di musica classica ma abbia il timore di non capirla. Questo è un grande bacino di nuovi utenti e noi dobbiamo farci delle nuove domande: perché questo pubblico non si vede alle stagioni concertistiche tradizionali? Come possiamo incoraggiarlo? E’ evidente che la musica classica non ha più rivisto le modalità di offrirsi al proprio pubblico. Oggi, per molti, risulta impensabile restare inchiodati a una sedia per due ore a sentire un concerto ed è obbligo nostro, di chi organizza i concerti, venire incontro ai neofiti e dire che ‘ascoltare la musica classica non è così difficile come credi!’”

Il punto di partenza dell’Orchestra da Camera di Mantova per confezionare un format completamente nuovo di fruizione della musica è stato quindi il nuovo pubblico, i non esperti, i curiosi, realizzando un prodotto più “digeribile” con concerti di breve durata (massimo trenta minuti), prezzi popolari (da 5 a 15 euro), musicisti invitati a spiegare agli ascoltatori i brani che eseguono non più in frac, ma in jeans e maglietta. Con questo cambiamento radicale la logora veste del passato della formalità delle sale da concerto e la “barriera” del rituale elitario che da sempre caratterizzano l’ambiente della musica classica sono stati definitivamente abbattuti, aprendo in questo modo a un accesso semplice e condiviso.

Abbiamo parlato di rivoluzione dell’impostazione tradizionale, ma la cosa che non è mai mancata al Mantova Chamber Music Festival è la qualità degli artisti che ogni anno mette in campo. Ci basta scorrere velocemente il programma per esserne convinti: Cedric Pescia, Nurit Stark, Giovanni Sollima, Gabriele Carcano, Jennifer Stumm, Alexey Stadler, Liuwe Tamminga, Andrea Rebaudengo, Jonian Kadesha, il quartetto Zaïde, Anneleen Lenaerts, Johannes Fischer, Gemma Bertagnolli, Bruno Canino, Gilles Apap … Le punte di diamante a coronare l’edizione 2018 sono stati Alexander Lonquich (Artist in Residence), l’ormai affezionatissimo Guest of Honour Alfred Brendel e la Special Guest Maria João Pires.

Si può dire che in poche edizioni il Festival abbia moltiplicato i propri numeri: da tre a cinque giorni, da poche decine di musicisti a trecento da tutto il mondo in una maratona di duecento tra concerti e incontri nelle “camere” più belle di Mantova: luoghi di rara bellezza tra Palazzo Ducale, Palazzo Te, la Rotonda di San Lorenzo, Palazzo d’Arco, il Teatro Bibiena, la basilica Santa Barbara. In una manciata di giorni si registrano in questi luoghi circa 50.000 presenze: un traguardo a dir poco promettente per un festival così giovane.

Tra le novità del 2018 interessantissimo il percorso di Hausmusik, dieci tappe che hanno fatto aprire salotti e cortili segreti delle più affascinanti case mantovane, una sperimentazione – pienamente riuscita – per riportare la musica da camera dai teatri ai luoghi dove anticamente ha avuto origine ed è stata a lungo eseguita. Per il primo anno anche i giovanissimi talenti hanno avuto uno spazio a loro dedicato con lo Youth Chamber Music Contest, un concorso internazionale di musicisti under15 d’eccellenza i cui vincitori sono stati premiati dal Maestro Alfred Brendel.

L’attenzione sui giovani e sul pubblico di domani è stata sostanziata anche dal sodalizio con Juvenilia, la rete europea di giovani amanti della musica classica che proprio in occasione del Festival ha organizzato un raduno ufficiale portando a Mantova moltissimi giovani di diverse nazionalità. Un segnale di apertura verso altre importanti realtà musicali a livello internazionale è stata la partecipazione di musicisti-ambasciatori di altri festival cameristici che insieme a Trame Sonore formano il Festival Ring: l’austriaco Lockenhaus Kammermusikfest, l’irlandese West Cork Chamber Music Festival, il finlandese The Kuhmo Festival e il brasiliano Ilumina Festival.

Le Trame Sonore del Mantova Chamber Music Festival sono numerose e versatili, come ad esempio la Wunderkammer per la musica contemporanea, il repertorio mozartiano caratteristico di Casa Mozart a Palazzo d’Arco – luogo dove storicamente il giovane Wolfgang Amadé soggiornò durante il suo viaggio a Mantova –, la Rotonda di San Lorenzo che ospita i notturni chopiniani suonati poco prima della mezzanotte, i Caffè con … della mattina tenuti dai musicologi per degli originali dialoghi di approfondimento, Camera con svista per il repertorio di “confine” e così via, con un occhio di riguardo anche per la musica antica.

 

 

Alessandra Origani

 

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